Nel poker non c’è soltanto UNA via, per vincere. Si può vincere con uno stile di gioco oppure con un altro, ma ci sono degli elementi che costituiscono una base indispensabile, se si vuole imparare davvero il gioco ed essere preparati a tutto. Uno di questi è senza dubbio l’Heads up, la dimensione forse più pura del poker.
HEADS UP, COSA SIGNIFICA
Nella lingua inglese, Heads-up significa generalmente dare un avviso, una dritta o un aggiornamento su qualcosa. In genere, nel linguaggio comune, quando si parla di testa a testa tra due squadre o atleti in una classifica, o tra due candidati in un’elezione politica, si usa il termine “neck and neck”, mentre “head to head” viene utilizzato più per visualizzare statistiche e precedenti.
Heads up, invece, è un’espressione quasi figurativa, che viene utilizzata con l’accezione “uno di fronte all’altro” ma anche “davanti a te“, nei casi di HUD (Heads Up Display), ovvero i pannelli di controllo che esistono in vari giochi, poker compreso.
Nel poker, Heads Up indica una mano o partita di poker tra due soli giocatori. Questa situazione può essere fissa o contestuale. Nel primo caso, parliamo di tavoli (cash game o sit’n’go, più raramente MTT) con due soli posti e il gioco che si svolge esclusivamente tra due player. Nel secondo caso, parliamo delle situazioni più disparate (tavoli cash, sit’n’go o tornei) in cui le carte vengono servite a più giocatori, ma due soli di essi rimangono in gioco in una determinata mano.
PERCHÉ È IMPORTANTISSIMO CONOSCERE IL POKER HEADS UP
L’aspetto più importante che distingue una partita Heads Up da una qualsiasi altra partita di poker è il numero delle mani giocate. Se in tornei o partite con tavoli da 6 o 9 giocatori è naturale foldare preflop una percentuale consistente delle mani, nell’heads up questo è impossibile. O meglio, foldare si può e si deve, ma con una frequenza marcatamente inferiore rispetto ad altre situazioni, altrimenti si rischia di venire letteralmente sbranati da qualsiasi avversario.
In un tavolo cash game heads up, ad esempio, se foldiamo troppo spesso il nostro avversario se ne accorgerà e rilancerà con qualsiasi mano-spazzatura, erodendo il nostro stack in maniera magari lieve ma costante. Per contro, foldare troppo spesso significa anche essere prevedibili quando abbiamo una mano forte. Appare dunque chiaro perché, in heads up, foldare troppo significa perdere due volte.
COSA MIGLIORIAMO IMPARANDO A GIOCARE HEADS UP
L’importanza del saper giocare Heads Up sarà più chiara dopo aver capito quanti e quali aspetti del vostro poker subiranno un miglioramento.
CONOSCENZA DEL GIOCO
Giocando più mani, si impara letteralmente a giocare a poker, nel senso a giocare i board. Se preflop è relativamente facile imparare range o tabelle in base alle varie situazioni possibili, postflop il discorso si complica di molto, perché – come sappiamo – centreremo qualcosa sul flop circa una volta su tre. Dunque, migliorare la propria visione d’insieme (che a volte si definisce con l’espressione “sapere dove sto nella mano”) è fondamentale per determinare la nostra forza e quella del nostro avversario. Giocando i board, si imparano meglio i concetti di showdown value ma anche di bluff. In una parola, anzi in sei: si impara a giocare a poker.
POSIZIONE
Se la posizione (ovvero, il vantaggio di agire per ultimi conoscendo cosa hanno fatto i nostri avversari) è un elemento cruciale per il poker, in Heads Up miglioreremo anche da questo punto di vista. In HU, infatti, dovremo giocare spesso anche out-of-position e anche questa è una palestra utilissima per capire quando, se e come sfruttare il vantaggio di essere in posizione.
CONCENTRAZIONE
Se nelle altre dimensioni di poker a volte si rischia di distrarsi perché si folda spesso, nell’Heads Up siamo letteralmente costretti a rimanere sul pezzo. Dovendo giocare ALMENO il 60-70% delle mani, ciò allena inevitabilmente le nostre capacità di mantenere il focus sul tavolo, sul gioco e sull’avversario.
PSICOLOGIA
Il poker è sempre un gioco in cui la psicologia è un fattore fondamentale, ma nei tornei o tavoli cash con 6 o più giocatori, saranno minori le occasioni in cui possiamo confrontarci con un singolo avversario. Familiarizzare con le abitudini di un rivale, provare a capire i suoi pattern, le debolezze, le dimostrazioni di forza e persino se gioca con il tasto autofold, ci aiuterà a definirne molto meglio le caratteristiche. Dunque, giocando HU ci si allena a soppesare meglio chi abbiamo di fronte, e anche a farlo velocemente.
APPLICAZIONE DELL’HEAD UP “ALTROVE”
Infine, uno degli aspetti più importanti di tutti, parlando dell’importanza dell’imparare a giocare Heads Up, è che questo migliorerà la nostra competitività a 360 gradi. Sapere giocare HU meglio della media ci porterà ad avere un vantaggio in un numero innumerevole di situazioni. Viene in mente l’heads up conclusivo di un torneo, in cui conoscere le dinamiche HU può darci una grossa mano a portare a casa la vittoria. Ma questo vale, in generale, per tutti i contesti short-handed, ovvero con pochi giocatori al tavolo. Nei tavoli finali dei tornei, per esempio, ma anche e soprattutto nei sit e negli spin and go. Proprio lo spin and go è la dimensione perfetta per incassare i vantaggi dal saper giocare heads up.
CHI SONO I MIGLIORI SPECIALISTI DI POKER HEADS UP
Negli anni, il poker ha avuto tantissimi campioni di Heads Up. Ci sono stati e ci sono headsuppisti puri, che poi hanno fatto bene anche altrove. Di Dan Colman abbiamo parlato di recente, ma ci sono stati anche Rachid Ben Cherif, Allan Baekke, Kevin Rabichow, Alex Timman e i nostri Dario Minieri, Alfio Battisti, Rocco Palumbo e Davide Suriano.
Ci sono poi quei giocatori magari nati con gli heads up, o comunque che HU sono sempre stati molto forti e questo li ha aiutati a diventare dei grandissimi campioni. Tra questi si annovera sicuramente Justin Bonomo (nella foto) ma anche Bryn Kenney, Stephen Chidwick, Viktor Blom e altri ancora.
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