Una delle stagioni più importanti dell’era più fulgida dell’European Poker Tour organizzato da PokerStars, si concluse il 30 aprile del 2010, quando venne incoronato nuovo Principe del poker internazionale Nicolas Chouity, giocatore dal talento cristallino originario del Libano.
Fu una vittoria piuttosto netta, alla luce di un monte chips presentato al tavolo finale del Grand Final di Montecarlo 2010, che corrispondeva al 40% del totale in gioco tra gli ultimi 8.
Location solita, successo assicurato
La tappa di chiusura della EPT Season numero 6, si giocò al Monte Carlo Bay Hotel & Resort del Principato di Monaco, dove, tra qualificati online, vincitori dei satelliti in loco e ovviamente chi decise di pagare il Buy In di €10.600, si presentarono in 848.
Fu un nuovo successo di presenti e prize pool, visto che quest’ultimo raggiunse una cifra pari a €8.480.000, che fu poi nebulizzata in 128 quote che poi formarono il Payout, per un min cash da €15.000 e la ricevuta del bonifico pari a 1,7 milioni che andò nelle tasche del giocatore libanese.
La sala dello Sporting a Montecarlo
Vi è da mettere in conto che, per una volta, la vittoria esplosiva di un European Poker Tour, portò a mettere le basi per una carriera decisamente interessante e costellata di successi e piazzamenti di un certo livello, tanto che il super aggressivo Nicholas Chouity ha messo a referto, ad oggi, un totale di circa 5,2 milioni di dollari vinti in carriera, come riportato da TheHendonMob.com.
Seppur di non grandissima rilevanza monetaria, il libanese ha messo a segno altre 3 vittorie complessive in carriera, l’ultima delle quali nel 2019, quando, sempre nel Principato di Monaco, mise a segno un primo posto all’evento numero 40, il No Limit Hold’Em da €3.200 di iscrizione per €84.200 di prima moneta.
Final table popolato dai galletti
Furono i giocatori francesi i grandi protagonisti del tavolo finale del Gran Final di Montecarlo del 2010, ma non ebbero una gran fortuna, alla luce del settimo posto di Roger Hairabedian, del quarto di Herve Costa e dell’ottavo di un giocatore francese non più visibile nelle cronache dell’epoca a 15 anni di distanza.
Trovarono un piazzamento in Top 8 anche il bielorusso Aleh Plauski, sesto, il conosciutissimo e fortissimo canadese Andrew Chen, quinto, il lituano Dominykas Karmazinas, che lasciò il campo al testa a testa conclusivo tra l’austriaco Josef Klinger e il già citato Nicolas Chouity.
Matthew Perrins
Di dominio abbiamo parlato e di dominio vi confermiamo la caratteristica di quel tavolo finale, con Chouity che mantenne la metà delle chips in gioco, o giù di lì, per tutta la durata del tavolo finale, fino all’heads up contro Josef Klinger, che cominciò con un netto svantaggio l’atto finale.
Chouity iniziò l’heads up con oltre 21,5 milioni in chips, contro i 4 milioni e spicci del giocatore europeo, quantità alla quale si arrivò per via dello scoppione che Chouity riservò al lituano Karmazinas, quando i due si ritrovarono in All In per flop rispettivamente con A♣6♦ contro A♦7♠, per un colpo che Chouity vinse grazie ad un 6♣ atterrato al turn.
La mano finale e il payout dei primi
L’heads up finale durò poco più di un lampo e fu un cooler a stabilire la vittoria di Chouity, il quale rilanciò a 350.000 da Piccolo buio, trovando il push del suo avversario per circa 6 milioni, trovando il rapido call del rivale con gli assi.
Chouity girò infatti A♣A♦ e Kingler poco poteva fare con la sua coppia di 8, 8♦8♣, per un board K♦10♠9♥4♠Q♣, che originò l’esultanza dei tifosi libanesi sulla transenna.
Questo il payout dei primi sette al final table:
| Posizione | Provenienza | Giocatore | Premio |
|---|---|---|---|
| 1st | Lebanon | Nicolas Chouity | €1,700,000 |
| 2nd | Austria | Josef Klinger | €1,000,000 |
| 3rd | Lithuania | Dominykas Karmazinas | €700,000 |
| 4th | France | Herve Costa | €500,000 |
| 5th | Canada | Andrew Chen | €400,000 |
| 6th | Belarus | Aleh Plauski | €300,000 |
| 7th | France | Roger Hairabedian | €200,000 |
Gli azzurri: bene Bonavena
Per quanto riguarda i nostri giocatori, non furono in pochi a presentarsi alle casse di iscrizione dello Sporting per prendere parte al torneo e non andò male nemmeno a livello di piazzamenti.
Fu ad esempio Stefano Marzocchi il primo riconoscibile dei nostri connazionali a chiudere a premio, 109° per €15.000, seguito una sessantina di posti più avanti da Gianni Giaroni, 48° per €30.000.
Salvatore Bonavena
Il rammarico fu quello di non riuscire a piazzare nemmeno un giocatore italiano tra quelli che disputarono il final table, visto che riuscimmo a mettere insieme 3 azzurri in top 15, ma senza riuscire a centrare il bersaglio grosso.
Salutarono la compagnia in successione Domenica Iannone, 15° per €60.000 ed Emanuele Rugini, 14° per un premio di €10.000 in più, mentre il nostro Mr. EPT Salvatore Bonavena, terminò 11° a pochi passi dal tavolo finale, per €80.000.
Le retrovie
Tra i giocatori più conosciuti che, invece, piantarono la bandierina monegasca, piace ricordare mostri sacri del poker di allora e di oggi, come i due scandinavi, il danese Sander Lyloff e lo svedese Anton Wigg, che uscirono praticamente all’unisono al 100° e al 99° posto, entrambi per €20.000.
Uno dei giocatori che all’epoca faceva più paura, era certamente Kevin MacPhee, in quell’occasione 84°, sempre per €20.000 e la sempre performante Melanie Weisner che all’epoca si perdeva pochi appuntamenti con il circuito dell’Europen Poker Tour e che terminò il suo percorso al 71° posto per €25.000.
Ma se vogliamo parlare di mostri sacri, il pensiero non può non andare al 69° posto occupato da Chris Moneymaker, anche lui per €25.000 di vincita, mentre Davidi Kitai chiuse 66° per la stessa cifra.
A pochissimi passi dal tavolo finale si fermarono invece Ramzi Jelassi,19° per €50.000, Sami Kelopuro, 12° per €80.000 e l’inglese di Manchester Matt Perrins, 10° per €100.000.
Chris Moneymaker
Visualizza altri blog
Impara a giocare a poker con Pokerstars Learn, esercitati con l'app di PokerStars
Prova la nostra classifica gratuita Scholars per mettere alla prova le tue nuove abilità.