Sunday, 5th April 2026 16:35
Home / L’importanza degli stack dei giocatori al tavolo

Perché si dice che il poker Texas Hold’Em è un gioco di informazioni? Perché più dettagli riesci a cogliere e tenere in considerazione durante una mano, più la tua strategia potrà essere raffinata e vincente.

Si parte da cose basilari come le nostre carte e quelle del board, fino a concetti più astratti e complessi come i livelli di pensiero e i tell. In mezzo a tutto questo, c’è l’importantissima consapevolezza degli stack al tavolo.

La quantità di chips davanti a noi e davanti ai nostri avversari, condiziona notevolmente le scelte ottimali che dobbiamo fare in game, quindi andiamo subito a scoprire come.

Stack e stack effettivo

Lo stack, per chi non lo sapesse, è l’ammontare di chips con cui stiamo giocando a poker.

Che sia in un torneo, dove con l’aumentare dei livelli e tra mani vinte e perse i giocatori si ritrovano con stack molto differenti tra loro, oppure in un cash game, dove ognuno può scegliere con quanto entrare in gioco, spesso ci troveremo ad affrontare giocatori con stack più o meno grandi del nostro.

La prima cosa da tenere a mente è che lo stack che abbiamo, in termini “assoluti” non conta. Ciò che importa è lo stack effettivo, ovvero il minore tra gli stack dei giocatori nella mano.

Questo è perché se entriamo in un tavolo cash game con 100 big blinds ma affrontiamo un giocatore con 30bb, il massimo che potremo vincere sarà 30bb, così come il massimo che possiamo perdere.

In questo caso 30bb è lo stack effettivo: per quanto riguarda il nostro gioco, non cambierà nulla avere 30bb, 100bb o 25.000 big blinds, dovremo comportarci in relazione allo stack effettivo.

Lo stack di Hero nel Cash Game

È vero che sono stati studiati sistemi come la short stack strategy e la mid stack strategy, ma negli anni hanno trovato poco successo e oggi si consiglia quasi sempre di entrare in gioco con lo stack più alto possibile.

I motivi sono principalmente due: abbiamo l’opportunità di vincere il massimo possibile agli avversari meno preparati di noi (e massimizzare è sempre l’obiettivo principale), e possiamo avere molta più giocabilità.

Con uno stack alto possiamo giocare molte più mani, anche per una semplice questione di implied odds. Da shortstack le scelte sono più difficili per una questione di stack to pot ratio: immaginiamo di chiamare un rilancio preflop con uno stack di 20 big blinds: ci troveremo subito con 17bb su un piatto di 6bb o più, praticamente solo tre volte tanto.

Il problema di una situazione come questa è che basteranno un paio di puntate dell’avversario per farci rischiare tutte le nostre chips, ed è una situazione difficile da affrontare con una mano marginale come una second pair, un progetto di colore o simili.

Viceversa con 100bb avremo molto più margine di manovra post flop, potremo foldare senza preoccuparci di aver perso una grande porzione del nostro stack, o chiamare senza rischiare troppo (sempre in proporzione).

Quindi, se vogliamo giocare €20 al poker cash game, sarà meglio giocare con 100 big blinds al NL20, che con 40 big blinds al NL50. E se scendete sotto una certa soglia, il consiglio è sempre di ricaricare per arrivare a 100bb!

Lo stack degli avversari nel Cash Game

Quanto abbiamo detto finora è valido indipendentemente dagli altri giocatori, anche perché aspettatevi di trovare spesso stack piuttosto deep (alti).

Se incontrate qualche giocatore con uno stack inferiore al vostro, però, ricordatevi che dovrete regolarvi di conseguenza: minore sarà lo stack effettivo, meno potremo giocare per implied odds e più dovremo giocare con punti forti, anche ampliando un po’ questo concetto.

I bluff saranno meno profittevoli (anche se una piccola continuation bet in bluff non è sconsigliata), e se giocate con dei progetti tenete a mente che quando si chiuderanno potrete vincere di meno, e a volte queste vincite non coprono le perdite delle volte in cui dovremo foldare.

Una situazione molto più comune è giocare contro avversari con stack più alti, magari un giocatore che ha raddoppiato contro un altro o è in rush da un po’.

Se il nostro stack è di 100bb, possiamo giocare normalmente perché quello effettivo sarà sempre 100x (a meno che qualche avversario non cambi, sbagliando, strategia quando gioca con più gettoni), ma se anche noi abbiamo più chips allora dovremo adattarci.

Con stack effettivi maggiori, per esempio 150bb, 200bb, il nostro gioco ideale sarà l’opposto rispetto a quello contro short-stack. L’obiettivo è cercare mani forti con cui estrarre più valore possibile, perché le implied odds saranno più alte.

Possiamo chiamare di più, 3-bettare più light, e giocare più passivi con mani forti ma non fortissime, cercando di vincere di più dalle nostre mani più forti. Quindi, ingrandire il piatto quando abbiamo buone mani, limitarlo quando abbiamo mani discrete.

Lo stack di Hero negli MTT

Nei tornei la situazione è molto diversa dal cash game: tutti entrano in gioco con la stessa somma e non si può ricaricare (fatta eccezione per i re-entry), quindi inizieremo in un contesto dove tutti sono piuttosto deep. Poi i livelli aumenteranno e gli stack saranno più sbilanciati tra loro.

Negli MTT è importante avere lo stack più alto al tavolo (anche se non giustifica forzature che possano mettere a rischio il nostro torneo!) perché semplicemente chi ha lo stack maggiore può eliminare gli avversari e non viceversa.

Questo crea una situazione di pressione che il chipleader può mettere sugli altri giocatori, ma anche che ogni giocatore può applicare sugli avversari più short.

Una dinamica simile è fondamentale da conoscere, perché rappresentare forza contro chi è a rischio di essere eliminato ci consente di fare molte chips, in particolare a ridosso dei premi (in bolla) o quando i premi stanno per aumentare.

Se non riusciamo, però, a portarci ai piani alti del chipcount, una situazione comune è quella di trovarsi con uno stack medio o anche molto basso.

La prudenza è l’ideale, soprattutto quando lo stack è medio, mentre più si avvicina a una condizione critica più dobbiamo cercare disperatamente un raddoppio.

Man mano che lo stack si avvicina ai 10bb, ogni all in conta, anche per vincere i blinds. Privilegiamo mani con alta equity di showdown, un A-7 off varrà più di un J-10 suited.

Più sarà basso lo stack, più sarà alta la… disperazione, e in extremis possiamo trovarci ad andare all in con qualunque paio di carte, mettendo a rischio il nostro torneo per poche chips. Una situazione che vogliamo evitare, quindi cerca il raddoppio finché lo stack è ancora dignitosamente basso.

Lo stack degli avversari negli MTT

Lo stack effettivo ha sempre rilevanza, ma non bisogna dimenticare il valore che ricopre la possibilità di eliminare o essere eliminati.

L’obiettivo è sempre quello di provare a entrare nella mano contro avversari più short di noi, ed evitare chi ha uno stack superiore. Questo non sarà sempre fattibile, ovviamente, e dobbiamo essere preparati a tutto.

Attenzione particolare ai tornei Knock-Out, dove la possibilità di vincere una taglia può incentivare gli avversari a chiamare un all in, soprattutto se la differenza di stack è molto marcata.

Chiediti sempre che impatto avrebbe per il tuo avversario perdere un all in contro di te, e capirai contro chi vuoi giocare e come è meglio giocare.

Inoltre, nei tornei lo steal è forse più importante che nel cash game, perché con stack più risicati anche vincere 2bb uncontested proporzionalmente può essere tanto.

Di conseguenza un fattore importante è guardare sempre lo stack del giocatore sul big blind: se sarà deep stack chiamerà molto spesso, se sarà short ci sarà il rischio che vada all in, ma se avrà uno stack medio-basso e noi lo copriamo… possiamo vincere un bel po’ di giri di bottone!

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