Wednesday, 24th June 2026 18:20
Home / Umberto Ruggeri e un call emozionante a 3 left all’EPT

Per pochissimo un altro azzurro non ha sollevato al cielo il trofeo dell’EPT Praga 2023. Il torneo, terminato pochi giorni fa con la vittoria di Pedraig O’Neill, ha visto tra i grandi protagonisti Umberto Ruggeri, che ha terminato la corsa solo in terza posizione.

Tutto si può dire, tranne che Umberto non abbia dato spettacolo al tavolo, con delle giocate emozionanti e alle volte con un pizzico di pazzia (come una 4-bet preflop con 10-2, la Doyle’s Brunson hand, a 11 left) su uno dei palcoscenici più importanti del poker live targato PokerStars.

Abbiamo deciso di prenderne in esame una, che mescolasse un po’ di questa emozione a un po’ di tecnica per fare un’analisi più ragionata. Una giocata che forse può non far trasparire il brivido di farla dal vivo a 3 left, con soli due giocatori di distanza dalla picca più importante.

Preflop

I blinds sono 100k/150k con BB ante 150k. O’Neill, il chipleader con 20 milioni, folda da bottone, e la parola passa a Kyte dal piccolo buio che con A5 e uno stack di 12,43 milioni rilancia 625k. Ruggeri decide di difendere il big blind con J10 e uno stack di 5,63 milioni

Conosciamo bene l’importanza di rubare i blinds, soprattutto nelle fasi finali di un torneo, e per questo Kyte sceglie una size di oltre 4bb, anche se fuori posizione e contro lo short del tavolo. L’idea probabilmente è alzare la fold equity per prendere più piatti uncontested, visto che Ruggeri avrà sempre buone pot odds.

Anche in questo caso, infatti, Ruggeri decide di chiamare con pot odds di circa 2:1, quindi necessita di un 33% di equity che è piuttosto probabile da avere contro un range molto vasto come quello che presumibilmente ha Kyte. Il call è buono, anche se l’azzurro si ritrova con uno stack di 5 milioni su pot di 1,4 milioni, una situazione delicata.

Top pair di Ruggeri, ma aggressione di Kyte

La dealer gira il flop J63, top pair per Umberto, solo un backdoor per Kyte, che può contare anche su un’overcard.

Kyte va in continuation bet per 450k, circa un terzo del piatto. È una size bassa, ma sufficiente a far foldare chi non trova aiuti dal board: minima spesa massima resa. Il flop è di tipo poco coordinato e con carta alta J, e aiuta leggermente più il range di SB che ha molte top pair, overpair e set, mentre il Big Blind può avere qualche top pair, draw di scala e forse qualche rara doppia coppia.

Ad ogni modo nel caso specifico, Ruggeri ha top pair e decide di chiamare. Buona mossa perché rilanciando farebbe foldare le mani che Kyte può bluffare, e porterebbe al call solo mani più forti della sua (forse ad esclusione di un 5-4 suited o un J-8, J-9…).

Scary card al turn, altra pressione da Kyte

Il piatto sale a 2,3 milioni mentre si cala il turn: Q. Nessun aiuto per Kyte, ma Ruggeri ora può temere una coppia superiore, contro eventuali Q-X di Kyte, e gioca con 4,5 milioni su pot di 2,3. Una situazione da gestire con cautela.

Kyte sceglie di puntare ancora, adottando una size di 1,35 milioni. Ancora una volta è una puntata che costa relativamente poco allo stack del norvegese, ma può mettere molta pressione a Ruggeri. Unico problema, solo un asso al river può dare a Kyte qualche speranza di vittoria, e in caso di call deve valutare bene se e quando bluffare.

Visto lo stack, forse avrebbe potuto scegliere una size anche minore, un milione o meno, che avrebbe dato gli stessi risultati ma regalato l’opportunità di puntare di meno al river.

Inoltre va notato che Kyte ha l’A che può diventare una buona carta per bluffare il colore nuts in caso di cuori al river.

Ruggeri decide di chiamare nuovamente. Su un board di questo genere non è facile stimare la quantità di bluff che potrebbe avere Kyte, perché potrebbe puntare con progetti di colore, progetti di scala (a cui ora si aggiungono i 10-9, K-10, A-10 e A-K) e una quantità imprecisata di bluff puri.

Dall’altra parte, le mani che battono Ruggeri sono Q-J, K-J e A-J, qualunque Q-X che abbia puntato in bluff al flop, K-K e A-A, insieme ad alcuni 6-6 e 3-3. Bisogna valutare se potrebbe trasformare in bluff coppie inferiori a 10-10.

Facendo due calcoli, il call sembra la mossa giusta, ma con quello stack to pot ratio si affronterà una situazione molto difficile al river.

Hero call

La dealer gira l’ultima carta del board, un 6 che assegna il punto migliore a Ruggeri. “Pairando” il board (chiudendo una coppia tra le carte comuni) si riducono le possibilità di un 6-6 ed eventuale A-6 o 6-3, ed è relativamente una delle carte migliori che potessero cadere. Allo stesso tempo è di cuori, il che può creare un nuovo pericolo.

Kyte usa un gettone per il time bank per riflettere un po’ di più, e alla fine punta 2,5 milioni (mentre Ruggeri ha uno stack di 3,2M). Una triple barrel è una mossa molto aggressiva, perché dopo i call al flop e al turn ci si può aspettare che Umberto possa avere una buona mano.

D’altro canto, questa bet deve essere stata interpretata come l’unico modo per vincere la mano: checkando, Kyte sarebbe costretto a foldare a un all in di Ruggeri, e probabilmente perderebbe allo showdown contro un check behind. Forse l’asso di cuori per rappresentare colore è stato la discriminante per questa decisione.

Kyle ha puntato 2,5 milioni, ma rimane comunque con altri 7,5 nello stack. La decisione veramente difficile è quella di Ruggeri, che se chiamasse e perdesse si troverebbe con soli 700.000, quasi 5bb. Una situazione che non vuoi vivere a 3 left dal Main Event EPT.

Foldando, Ruggeri resterebbe comunque short con 3,2 milioni, più di 20 big blinds che possono lasciare qualche spazio di manovra per quanto complicato. Chiamando e vincendo la mano, invece, Umberto supererebbe Kyte e andrebbe al secondo posto del chipcount con 13 milioni.

Il problema principale in questa mano è prendere una decisione con range di partenza molto ampi come quelli di open da SB e di call da BB, che rende difficile contare le combo di valore e di bluff in mano a Kyte. Soprattutto considerando che non è facile capire quante mani avrebbe giocato con una 3-barrel fuori posizione.

Considerando full, coppie di Q o superiori, trips, colori all’asso e alcuni al K o al J e coppie di J migliori, calcoliamo circa 84 combo migliori. Meramente per pot odds (che non sono tutto, in questo caso) il call diventa matematicamente corretto se Kyte bluffasse almeno altre 28 combo. Per esempio se avesse giocato così A-Ko, A-10o, 10-10 e 9-9 sarebbe positivo.

In questo caso non è semplice sapere quante e quali mani Kyte potrebbe giocare così in bluff. Con il senno di poi, potremmo supporre tutti gli A-X con asso di cuori, che ammontano a 24 combo, e forse qualche mano come progetti di scala mancati e/o coppie basse.

Alla fine, forse un po’ per “istinto”, forse per le size che non convincevano, o forse perché aveva notato una tendenza a bluffare in Kyte, Ruggeri ha trovato il call vincente!

Cosa possiamo imparare

Questa mano ci insegna la difficoltà di affrontare situazioni borderline quando non è facile stabilire con chiarezza un range avversario.

Anche su palchi importanti come il Main Event EPT, però, non possiamo permettere a questo e alla pressione che viviamo da short-stack di impedirci di ragionare.

Sarebbe stato semplice passare perché ci sono tante mani migliori, ma dobbiamo imparare a considerare anche quante possono essere peggiori.

Inoltre, va notato quanto sarebbe stata più semplice la scelta con uno stack più alto. Lo Stack to Pot Ratio ha una grandissima importanza e va sempre tenuto in considerazione!

Streaming

(14) EPT Prague 2023 – Main Event – Day 6 – Final Table – Commento in Italiano – YouTube

timestamp: 4:28:16

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