Friday, 12th June 2026 21:17
Home / Come valutare una mano di Poker

L’articolo che avete sotto gli occhi si propone di capire come valutare una mano di poker che ci viene consegnata durante un torneo, una sessione di cash game, di Spin & Go e di qualsiasi format che vi ritroverete a giocare. 

Non troverete solo il consiglio di giocare esclusivamente mani forti in relazione al vostro grado di esperienza di giocatori, ma anche quali condizioni valutare a seconda della posizione, degli avversari, di chi occupa i bui, dello stack in vostro possesso ecc. ecc.

La selezione iniziale

Non è un segreto per nessuno che la strategia migliore è, generalmente, quella che dovrebbe portare un giocatore a fare affidamento sulle mani più solide, ma se così fosse il gioco sarebbe a somma zero, poiché, nel lungo periodo, il vantaggio neutro che fa capo alla distribuzione delle mani migliori, si annullerebbe tra i giocatori. 

Per vincere occorre fare qualcosa di più: conoscere approfonditamente il gioco del poker, attaccare gli avversari, intrappolare i meno forti, rubare i bui, aggredire nel momento giusto, mettere pressione in bolla se stiamo giocando i tornei e infinite altre condizioni che ci permetteranno di conseguire un profitto nel nostro lungo periodo. 

Naturalmente questo è un ragionamento che vale quando diventiamo padroni di tali accorgimenti, nel momento iniziale della nostra “carriera” da pokeristi, il consiglio di giocare in massima parte mani buone, non è mai sbagliato. 

La rivalutazione strada per strada

Essendo il poker, e in particolare il Texas Hold’Em un gioco dinamico, occorre immediatamente mettere in conto che ad ogni nostra azione corrisponde una reazione dei nostri avversari e viceversa. 

Una mano buona che noi apriamo da una posizione iniziale come ad esempio Under The Gun, non sortirà lo stesso effetto se la stessa mano viene aperta da late position, ad esempio da cutoff. 

Ma ciò che è più importante in relazione alla dinamicità del gioco, è che, se una mano ha una certa equity, per cui un certo valore, al preflop, lo stesso valore potrebbe cambiare una volta che si è alle prese con il flop, le prime tre carte comuni.

Poniamo il caso che ci venga servita dal dealer una coppia di Assi, AA, la migliore combinazione del mazzo che, nella stragrande maggioranza dei casi, decideremo di onorare con un rilancio. 

Nel caso in cui qualche nostro avversario, almeno uno, ma sarà comune il caso che ci troveremo di fronte a diversi call, deciderà di partecipare alla mano, il valore degli assi in nostro possesso dovrà essere rivalutato al flop.

Provate a pensare che esca un flop 789 e stiamo giocando contro due avversari. Siamo sicuri di avere la stessa possibilità di vincere il piatto che avevamo al pre flop? Siamo sicuri di possedere ancora la mano migliore? 

Valutare una mano di poker: la forza assoluta e la forza relativa

Una mano, dunque, ha la necessità di essere relazionata alla texture del board per capire che tipo di valutazione dobbiamo farne e questo pone sul tappeto un altro problema, quello della forza assoluta e della forza relativa di una mano. 

Per forza assoluta è molto facile capire che stiamo parlando del valore prettamente oggettivo di una combinazione di due carte in nostro possesso, mentre la forza relativa fa capo al range nei quali inquadriamo i nostri avversari in determinato spot. 

Un esempio classico: AJ suited, che è una mano forte in assoluto, buona contro molti range di apertura, ma può realizzare male la sua equity contro avversari aggressivi che 3-bettano molto o su board bassi e connessi. 

Aprire la mente e ragionare in range

Il discorso fatto fin qui, che fa capo alla forza relativa delle mani in nostro possesso e la rivalutazione delle stesse in seno alle carte comuni che vengono girate dal dealer o dalla poker room sulla quale state giocando a poker online, apre il campo al discorso del ragionamento in termini di range e non di mani singole. 

Quante volte avete sentito un giocatore dire “gli facevo AK”? Ecco se avete sentito una frase di questo tipo, tenetevi stretto un cliente del genere, poiché ha un deficit di conoscenza del gioco non indifferente e, prima o poi, commetterà degli errori che potrebbero aumentare e non di poco il vostro stack. 

Ragionare in termini di range e non di mani, significa inquadrare la forza, o perché no, la debolezza, che sta palesando il nostro avversario, in modo tale da capire se possiamo escludere una parte delle combinazioni contro le quali stiamo giocando o, indifferentemente, tenerle dentro per evitare di scontrarci contro un punto che batte il nostro. 

Valutare una mano di poker contro un numero variabile di giocatori

La regola generale è quella che la forza della mano è inversamente proporzionale al numero di giocatori nel piatto. 

Nel poker la valutazione, per esempio, di una top pair cambia radicalmente a seconda che il piatto sia heads‑up o multiway

In uno scenario heads‑up, la top pair rappresenta più spesso di ciò che si pensi,una vera e propria monster: il range avversario è più comprensibile rispetto a un piatto con più avversari, si connette meno spesso con il board e la tua mano domina una porzione significativa delle combinazioni con cui l’altro continua. 

Nel caso di piatti multiway, invece, una mano che in due può essere di valore, pensiamo ad esempio ad una middle pair, contro due o più avversari diventa improvvisamente un bluff catcher più o meno debole e dobbiamo fare molta più attenzione a come portare avanti il colpo. 

Capire la mano è solo l’inizio del percorso

Concludendo questa mini lezione, capire in maniera oggettiva la forza della propria mano, è solo il primo passo del percorso, visto che occorre metterla in relazione con tutta una serie di dinamiche che ci troveremo ad affrontare nel corso dello sviluppo del colpo nel quale saremo impegnati.

Ciò significa che sarà necessario capire il ruolo che quella mano può svolgere nel contesto della mano, del board, dei range e degli avversari.


La mano è un punto di partenza, non un punto di arrivo.

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