Come riconoscere l’underbluffing
L’underbluffing si verifica quando un giocatore costruisce un range di puntata o di rilancio che contiene meno bluff e più value bet di quanti ne prevederebbe una strategia equilibrata.
Ai tavoli micro-stake e low-stake, questo fenomeno è molto diffuso. Effettuare alcuni fold disciplinati di fronte a un avversario che tende all’underbluffing è un ottimo modo per incrementare il tasso di vincita. Ecco alcuni esempi di circostanze in cui l’avversario medio non bluffa con la giusta frequenza per giustificare un call con una mano marginale da parte tua.
Anche se il gioco del poker si è evoluto, l’elemento umano resta fondamentale. A questi livelli di puntata, la maggior parte dei giocatori mostra ancora una forte avversione al rischio, preferendo un check e la perdita di un piatto ridotto, piuttosto che tentare un grande bluff e rischiare una brutta figura. Questa tendenza psicologica rende l’underbluffing una realtà costante nel poker moderno.
Nel contesto attuale, non è necessario fare hero call spettacolari per vincere alla grande. Il successo dipende spesso dalla capacità di riconoscere un range dell’avversario fortemente orientato al valore e dalla disciplina necessaria per passare. Potrebbe sembrare un approccio tight, ma rappresenta costantemente la strategia di gioco più redditizia.
1. Su board coordinati con carte alte
Un giocatore tight-aggressivo di abilità media apre dal cutoff e tu piazzi una 3-bet con A♥K♣. L’avversario vede e andate heads-up su un flop K♥Q♠J♣. Inizi con un check prudente. In questo caso il Villain potrebbe disporre di svariate mani molto forti e, in una circostanza del genere, la maggior parte dei giocatori tight ha difficoltà a individuare mani efficaci per i propri bluff. In teoria, l’avversario dovrebbe aggredirti bluffando con combinazioni come 10-10, 9-9, 8-8, J-10 dello stesso seme, A-9 dello stesso seme, ecc. Non rendendosi conto che dovrebbero trasformare in bluff le mani con un certo valore allo showdown, molti finiscono per giocare in modo eccessivamente prevedibile su un flop del genere. Se il Villain risponde con un check, saprai che ha un range probabilmente debole e potrai puntare in ottica value al turn e al river in modo redditizio. Se, invece, inizia ad aggredirti, ti conviene procedere con cautela.
L’avversario punta la metà del piatto e tu vedi a malincuore. Il turn è 4♦, fai check e il Villain punta due terzi del piatto. Si tratta di uno scenario in cui l’underbluffing è molto comune e solo un avversario particolarmente aggressivo e creativo blufferebbe con sufficiente frequenza per indurti a vedere. Pertanto, opti per un fold disciplinato ma estremamente redditizio. Un call sarebbe un grosso errore contro la maggior parte dei giocatori ai livelli di puntata più bassi e risulterebbe una scelta al limite anche contro avversari più esperti.

2. Quando si completano i progetti
Facciamo un esempio. Un avversario apre da HJ e tu difendi il grande buio con K♣Q♠. Il flop è Q♦9♦2♠. Il Villain punta e tu vedi. Il turn è 7♥, l’avversario punta nuovamente e, anche in questo caso, vedi. Il river è 8♦ e il Villain piazza una Triple Barrel di tre quarti di piatto. Poiché, in media, il range di puntata del Villain al turn è sbilanciato verso mani complete o progetti di colore e di scala, è quasi impossibile che sia arrivato a questo river con il nulla assoluto. Di conseguenza, la sua puntata al river è underbluffed.
Due possibili bluff al turn che non sono ancora migliorati sono K-10 e K-J, ma sono bloccati dalla tua mano e rappresentano solo una piccola parte del range del Villain. Mentre è molto probabile che punti per il valore con una scala o un colore, non sceglierà sempre di bluffare, anche se fosse arrivato a questo punto con K-J. Per raggiungere una frequenza di bluff tale da metterti in difficoltà, il Villain dovrebbe individuare delle Barrel meno ovvie al turn, ad esempio 3-3 o A-6 dello stesso seme (almeno con una bassa frequenza), per poi proseguire al river. Poiché, in genere, i giocatori non riescono ad applicare una strategia del genere, finiscono per essere sbilanciati e fare underbluffing su questo tipo di board. In questa situazione, la scelta più ovvia è un fold facile, persino con combinazioni più forti come 9♠7♠, considerando il range del Villain sbilanciato verso il valore.
Il ragionamento è semplice: la maggior parte degli avversari bluffa solo quando ha un motivo evidente per farlo, ad esempio un progetto mancato. Se i suoi progetti vanno in porto, i bluff dell’avversario si trasformano improvvisamente in mani value. Poiché raramente riuscirà a individuare mani meno ovvie con cui bluffare, il suo range al river diventa estremamente sbilanciato verso il valore.
3. Piatti multi-way
Anche se è normale giocare più tight nei piatti multi-way, esagerare con questo approccio può creare nuovamente il problema dell’underbluffing. Presta attenzione a situazioni come quelle riportate di seguito. Vedi con 8♠7♠ dal bottone (BU) dopo un’apertura da HJ e CO vede. Andate in tre su un flop 9♥ 8♥ 7♣ e HJ punta mezzo piatto. Non ritenendo la mano adatta a un rilancio su un board così pericoloso, vedi dopo il call di CO. Il turn è 2♥. HJ fa check rapidamente, mentre CO punta due terzi del piatto. Per avere dei bluff nel suo range in questo spot, CO dovrebbe aver visto con dei Tx senza cuori al flop, per poi aggredire pesantemente il turn su questa carta che chiude il colore, nonostante ci sia ancora un giocatore che deve ancora agire e che potrebbe aver centrato il colore. È molto probabile che, in questo scenario multi-way su un board così wet, CO stia bluffando decisamente troppo poco. Pertanto, la tua doppia coppia più bassa finisce rapidamente nel muck. Si tratta anche in questo caso di un ottimo fold contro un avversario che non riesce a raggiungere una frequenza di bluff soddisfacente per un gioco bilanciato.

4. Quando l’autore del rilancio pre-flop fa check/call al flop
Un giocatore regolare apre dal piccolo buio (SB) e tu vedi dal grande buio (BB). Il flop è J♣ 6♦ 2♥. SB fa check e piazzi una piccola value bet di protezione con una mano mediocre come 7-7 o K-6 dello stesso seme, non è davvero importante quale. SB vede e il turn è 3♠: check-check. Il river è 8♥ e hai ancora una coppia di valore medio. Dopo che l’avversario prende l’iniziativa con una puntata di mezzo piatto, devi decidere se vedere per provare a smascherare un eventuale bluff. In genere, se un giocatore regolare opta per il check/call al posto di una c-bet al flop, il suo range è composto principalmente da mani con valore allo showdown. Pertanto, è piuttosto difficile che arrivi al river con una mano sufficientemente debole per ricorrere al bluff. La maggior parte dei giocatori non è abituata a bilanciare il proprio range con un check/call al flop su un board dry. Ancora una volta, è molto probabile che l’avversario stia bluffando troppo poco e, pertanto, puoi resistere alla tentazione del “bluff-catch” contro un range del genere.
Un check-call al flop indica in genere un certo valore allo showdown. Per la maggior parte dei giocatori è molto difficile trasformare un punto realizzato in bluff nelle street successive. Se prendono l’iniziativa al river dopo aver giocato in modo passivo nelle street precedenti, in genere lo fanno per attirare un call con una mano marginale e non per cercare di farti passare.
Conclusione
L’underbluffing si verifica costantemente in svariate situazioni e molti giocatori inconsapevoli finiscono per vedere troppo alla leggera in questi frangenti. Individua i segnali che indicano che l’avversario difficilmente avrà il nulla in mano e passa di conseguenza.
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