I due scenari in cui lo slowplay è d’obbligo
I principianti vengono spesso bombardati di regole e uno dei primi consigli che avrai sicuramente ricevuto nel tuo viaggio nel poker è quello di evitare lo slowplay a tutti i costi.
Tuttavia, senza le numerose eccezioni a questo dogma apparente, il poker sarebbe un gioco monotono e senza margine di profitto. Oggi esamineremo alcune circostante in cui lo slowplay non è solo accettabile, ma d’obbligo. Prima di proseguire, è necessaria una piccola precisazione: non usare il contenuto di questo articolo come pretesto per fare slowplay tutte le volte che ti pare, magari in situazioni totalmente diverse da quelle discusse qui sotto. I due scenari descritti nell’articolo sono le eccezioni a quella che resta comunque una regola di base per i pokeristi alle prime armi. La regola “non fare MAI slowplay” non sarà perfetta, ma è infinitamente meglio di “fai slowplay tutte le volte che vuoi“.

Scenario 1: indurre un bluff fuori posizione con uno stack ridotto
In questo caso puoi fare check con una mano forte, lasciando l’iniziativa all’avversario, se hai comunque la possibilità di andare all-in nelle street successive. Evitare di arricchire il piatto al flop con una mano forte ha senso solo se, nello stack effettivo, restano solo due street di puntate di dimensioni standard. Inoltre, come ulteriore requisito, la tua mano non deve essere vulnerabile. Ciò significa che l’avversario non deve avere troppe possibilità di superarti nel caso in cui decida di fare anch’egli check per ricevere una carta gratuita.
Segue un esempio in cui tendere un’esca all’avversario con un check non presenta alcun rischio ma, al contrario, può farti incassare delle chips che non otterresti con una puntata standard.
Un avversario sconosciuto e poco esperto con uno stack di 40 BB (grandi bui) apre dal cutoff con 3 BB. Rispondi con una 3-bet dal piccolo buio, per un totale di 9 BB, con K♥ K♠. Il Villain vede con uno stack effettivo di solo 31 BB, portando il piatto a 21 BB. Visto che, ovviamente, non ti servono più di una o due street per puntare tutte le chips restanti, sul flop 7♣ 7♦ 2♥ decidi di tendere un’esca con un check per un turno di puntate. L’idea di fondo è che solo una parte del range del Villain è influenzata dalla tua strategia di puntata al flop.
Se ha 7x, 2-2 o A-A, perderai il piatto nella maggior parte dei casi e non puoi farci nulla. D’altronde, sia che tu punti, sia che tu faccia check, il resto dello stack sarà comunque nel piatto entro il river, quindi perché preoccuparsi di questi scenari?
Se, invece, il Villain ha una mano più debole come J-J, 10-10, 9-9 o un’altra coppia, è probabile che punti dopo un check e, anche in questo caso, le chips finirebbero nel piatto.
E se invece il Villain avesse 10♦ 9♦ o una delle tante altre possibili mani nulle? Se punti, provocherai sicuramente un fold, perdendo tutte le chips che avresti potuto incassare offrendogli l’opportunità di bluffare. Se l’avversario dovesse rispondere con un all-in spregiudicato, anche solo il 10% delle volte, il tuo profitto aumenterà in modo significativo con il check. Se, invece, non dovesse cascarci, potrebbe avere la sfortuna di imbattersi in un 10 o un 9 e, in questo caso, indovina un po’? Riuscirai probabilmente a sottrargli il resto delle chips, man mano che vede le tue puntate al turn e al river.
Puntare questo flop è un grosso errore se hai una mano in netto vantaggio rispetto al pugno di mosche del Villain. Ricorda che, se avessi 9-9 al posto di K-K, lo scenario sarebbe molto più incerto. In quel caso, infatti, il Villain potrebbe sorpassarti nelle street successive se ne avesse la possibilità.

Scenario 2: trappola per il Maniac
Un “Maniac” è un pessimo giocatore che esagera con i bluff in circostanze casuali, trasformando ogni tuo call in una mossa estremamente redditizia. Anche se questo scenario può sembrare scomodo e volatile, se eviti di passare con le mani forti, può garantirti un profitto molto alto. Visto che, in genere, ci penserà il Maniac a puntare al posto tuo, rilanciare sui suoi bluff è uno degli errori peggiori che puoi commettere ai tavoli di poker. Facciamo un esempio.
Apri da UTG di 3,5 BB con 7♦ 7♠, incrementando l’importo perché il grande buio è occupato da un Maniac aggressivo che, reduce da una serie positiva, sta giocando sempre più fuori dagli schemi. Hai uno stack di 100 BB e il grande buio vede. Il flop è K♦ 7♣ 4♥ e il grande buio fa check. Prosegui con una c-bet di 2,5 BB su un piatto di 7,5 BB e il Villain rilancia fino a 10 BB. Sei nella situazione ideale, ma non ti azzardare a toccare il pulsante del rilancio! Innanzitutto, cerca di identificare il range del Villain e la sua logica più frequente in questo scenario.
Il suo range può includere di tutto, incluse mani forti come K-7 o 4-4, con cui potresti estrarre il massimo del valore con una 3-bet al flop e un all-in al turn, ma si tratta di una probabilità remota. Il resto del suo range è un mix di K-x giocati in modo strano, coppie medie gestite in modo ancora più oscuro e, nella maggior parte dei casi, il nulla assoluto. Se controrilanci al flop, provocherai un fold con la maggior parte delle mani inutili, lasciando solo una piccola parte del suo range da cui estrarre valore. Puoi sempre rilanciare in ottica value e vincere comunque, ma si tratta di un grosso errore.
Il ragionamento del Villain quando non ha nulla in mano è più o meno il seguente:
“Voglio quel piatto subito!”
Ti conviene pertanto dargli proprio questa illusione.
Vedere in questo caso è di vitale importanza: contro K-x dovrebbe costarti pochissimo, con la possibilità di estrarre il massimo del valore, visto che il Villain, davanti a una 3-bet al flop, potrebbe spaventarsi e passare. Ma il vero punto è che, con il call, consenti a chi ha in mano il nulla assoluto di continuare a sparare tutte le sue chips. Se il Villain ha voglia di bluffare, il suo range di rilancio al flop potrebbe contenere innumerevoli mani completamente inutili e rinunciare a queste ultime sarebbe un peccato capitale.
Conclusione
Ci sono naturalmente altre situazioni in cui lo slowplay è la scelta giusta. Tuttavia, se vuoi superare per la prima volta il dogma secondo cui lo slowplay è una mossa da evitare a tutti i costi, questi due esempi sono il punto d’inizio ideale.
- SPR basso e board dry se il rapporto tra stack e piatto (SPR) è ridotto (attorno a 1,5) e il board non è coordinato, non c’è fretta di incrementare il piatto. Con un check, infatti, potrai intrappolare le mani inutili per indurre gli avversari a bluffare senza equity.
- Indurre il Maniac al bluff: contro un avversario eccessivamente aggressivo, rilanciare è spesso un errore. Se ti limiti a vedere le sue puntate, manterrai il suo ampio range di bluff attivo nella mano, consentendogli di sparare tutte le sue chips nelle street successive.
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