Thin value (parte 2)
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Esempio di thin value bet
Cash game NL100, abbiamo Q♠J♥ da BTN. Foldano tutti fino al CO, un giocatore abbastanza preparato, che apre a €4. Decidiamo di chiamare, e i bui foldano.
Flop: J♦7♣4♥ (piatto: €9.50)
ll nostro avversario punta €7. Con top pair al flop, foldare non è un’opzione. Anche rilanciare non sarebbe il massimo, perché su questo board abbastanza dry faremmo foldare praticamente tutto ciò che battiamo, mentre un punto migliore del nostro chiamerebbe o rilancerebbe. Decidiamo quindi di chiamare.
Turn: A♥ (piatto: €23.50)
Su questo asso al turn il nostro avversario checka. Adesso, noi abbiamo second pair, quindi una mano con un discreto valore di showdown, ma non vogliamo ingrandire troppo il piatto. Decidiamo quindi di checkare dietro.
River: 2♣ (piatto: €23.50)
Il nostro avversario checka ancora. Questo 2 al river non cambia assolutamente niente. La scelta più semplice sarebbe quella di checkare dietro e vedere lo showdown, ma sarebbe la scelta più profittevole nel lungo periodo? Per scoprirlo, dobbiamo seguire due punti.

1) Assegnare un range al nostro avversario
Il flop: Il nostro avversario decide di c-bettare questo flop. Si tratta di una mossa abbastanza standard, che potrebbe fare con una coppia trovata al flop (Jx, 7x, e qualche volta anche 4x), una pocket pair come 88+, un progetto di scala o anche due overcard. In pratica, questa c-bet al flop non restringe di molto il suo range.
Il turn: Il check sull’A al turn ci regala un sacco di informazioni. Difficilmente, infatti, il nostro avversario avrà un set, o avrà legato un A – in caso di due overcard -, con le quali di sicuro avrebbe puntato nuovamente. Rimangono i Jx ed i 7x, gli 88+, i progetti di scala e, possibilmente, qualche backdoor di colore che adesso è diventato un draw.
Il river: Il al river non cambia nulla, quindi possiamo benissimo lasciare il range che gli abbiamo assegnato al turn anche in base all’azione effettuata (check to check).
2) Quale parte del suo range ci batte e quale battiamo?
Andiamo adesso ad analizzare quale parte del range del nostro avversario ci batte e quale battiamo noi, assumendo che il nostro avversario sia disposto a chiamare una river bet.
Mani che battiamo: J8, J9, JT, 88, 99, TT
Mani che ci battono: QQ, KK, KJ
Come possiamo vedere, sono molte di più le combinazioni che battiamo rispetto a quelle che ci battono, quindi dovremmo optare per una thin value bet. In questo caso, non dobbiamo aspettarci di vincere sempre la mano, ma possiamo sicuramente aspettarci di avere un profitto nel lungo periodo.
Le regole più importanti per decidere se thin valuebettare o meno sono due, e sono molto semplici:
– Se nel range del nostro avversario ci sono più mani che ci battono rispetto a quelle che battiamo, dobbiamo checkare;
– Se nel range del nostro avversario ci sono più mani che battiamo rispetto a quelle che ci battono, dobbiamo puntare.
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