Thursday, 10th September 2026 17:39
Home / 3bet poker: cos’è e come funziona

Lo slang pokeristico è caratterizzato da tantissimi termini tecnici, alcuni dei quali possono confondere i giocatori alle prime armi: 3bet è senz’altro uno dei più fraintesi.

Che tu sia qui per cercare la definizione di 3bet, o per imparare di più su questa mossa, capire quando e come eseguirla, sei nel posto giusto. Ecco tutto ciò che devi sapere!

Che cosa è la 3bet nel poker

La 3bet (pronuncia: tribet) è sinonimo di re-raise, quindi un rilancio effettuato dopo il rilancio di un altro giocatore.

Il motivo è che si utilizza il numero prima della parola “bet” per indicare quanti rilanci ci sono stati. Quindi abbiamo: bet, raise (2bet), re-raise (3bet), e poi si può continuare con 4bet, 5bet eccetera.

È molto comune confondersi e supporre che 3bet significhi “rilancio pari a 3 volte la puntata”, ma così non è. Quindi, se Aldo punta €2 e Beatrice rilancia €6, questa non è una 3bet ma un semplice raise.

La size non importa, poiché 3bet è solo il nome della terza azione di rilancio. Per esempio, se Aldo punta €1, Beatrice rilancia €3 e Aldo fa re-raise a €6, questa è una 3bet.

Quando si può fare una 3bet

Le 3bet si possono fare in ogni fase di una mano di poker, fintanto che è il nostro turno, abbiamo un ammontare di chips sufficiente, c’è stato un rilancio prima di noi… ed è strategicamente una buona idea farlo!

Preflop ricordiamo che il BB vale come prima puntata, quindi possiamo 3bettare quando qualcun altro fa raise. Sono molto comuni gli scenari in guerra di bui, dove per esempio il BTN rilancia e BB 3betta.

Al flop, turn o al river, l’azione deve essere: bet, raise, 3bet. Non fanno la differenza eventuali check o call in mezzo.

La strategia della 3bet poker

La 3bet è una mossa aggressiva, che vuole sempre dimostrare forza. Inoltre, in caso di call, tende a creare un piatto più grande del consueto, e quindi ad abbassare lo Stack To Pot Ratio. In altri termini, aumenta le possibilità di andare all in.

Essendo una mossa aggressiva che si fa con un range forte, è un buon consiglio bilanciarla con un adeguato numero di mani di bluff. Solitamente è una mossa piuttosto polarizzante, quindi non è consigliato eseguirla con mani di medio valore.

Va ricordato, soprattutto nel post-flop, che già il rilancio dell’avversario è un indicatore di forza, e quindi la nostra 3bet rappresenterà ancora più forza. Infatti, per questo motivo, è una move non così frequente nel postflop.

È invece molto comune nel gioco preflop, per varie motivazioni. Tra le principali, si usa per valore con mani forti o in bluff per approfittare dei rilanci con range ampi (dalle posizioni più late), o per isolare il piatto e giocare contro un solo avversario, invece di rischiare di ricevere molti call e dover giocare un piatto multiway.

Sottocategorie di 3bet

Esistono alcuni tipi di 3bet che possono assumere nomi diversi. Eccone un breve elenco:

Cold 3bet

Quando un giocatore punta, un altro rilancia, e il terzo giocatore 3betta. Si usa per differenziarla dalla 3bet più comune, che si verifica quando il giocatore che punta è poi lo stesso che fa la 3bet.

Resteal

Quando un giocatore effettua un rilancio da late position (cutoff, bottone) o da SB, prende il nome di steal perché cerca di rubare i blinds. Quando effettuiamo una 3bet per difendere il nostro buio, questa viene chiamata resteal.

Squeeze

Lo squeeze è un tipo di 3bet, solitamente preflop, caratterizzata dalla presenza di uno o più call al raise iniziale. Per esempio: UTG rilancia 2,5bb, MP chiama, HJ chiama, BTN squeeza 14bb.

Questa mossa in certi contesti può rivelarsi molto potente perché di solito i call al raise rappresentano mani piuttosto deboli, che dovrebbero foldare facilmente al nostro reraise. Di conseguenza, dovremo puntare solo a far foldare l’original raiser per intascare un bel piatto uncontested.

Come reagire a una 3bet

Quando rilanciamo e un altro giocatore 3betta, abbiamo tre sole strade da percorrere: fold, call o 4bet.

La strategia ideale da adottare varia a seconda di molti parametri, come il nostro range, il range dell’avversario, il board e gli stack.

In linea di massima, vorremo foldare tutte le mani facilmente dominate (per esempio, preflop un K10), e fare call con le mani speculative che, trovando un piatto più grosso e più opportunità di andare all in, acquisiscono molte implied odds (come un 98). Il range di call può essere bilanciato anche da mani molto forti in trapping, anche lo stesso AA.

Per quanto riguarda la 4bet, valgono gli stessi principi della 3bet, solo estremizzati: i range si fanno ancora più stretti, e il rapporto tra stack e piatto ancora più basso. Vorremo sicuramente avere mani di forte valore, come KK, e mani ideali per un bluff, come A5.

Vorremo evitare di 4bettare con mani troppo deboli per affrontare un call o un ulteriore rilancio, e con alcune mani molto forti ma che vorremo lasciare nel range di call per protezione.

Per il resto, come sempre nel poker, bisogna imparare a leggere bene la situazione specifica in cui ci si trova. È impossibile generalizzare una strategia per ogni scenario, ma i consigli base, in linea di massima, sono quelli che abbiamo scritto.

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