Saturday, 13th June 2026 03:43
Home / Analisi mano: un bluff riuscito al tavolo finale del Main Event SCOOP

Oggi analizziamo una mano del Main Event SCOOP giocato la settimana scorsa su PokerStars. Il tavolo finale è iniziato da una buona mezz’ora, ancora non c’è stata nessuna eliminazione nonostante siano presenti almeno tre short stack, quando il terzo nel count porta il chipleader a foldare la mano migliore.

La situazione di gioco

Il torneo è a nove left su blinds 300k-600k. ‘KingMAvE911’ è chipleader con uno stack superiore a 110bb, ‘maxdumbo’ con quasi 50bb è il terzo nel count. Al tavolo ci sono tre giocatori con 15bb di stack o meno.

Il payout è il seguente e l’ICM non è deviato in modo sostanziale dalla formula Mystery Bounty, dal momento che le taglie misteriose più grandi sono già state distribuite e quelle che restano in gioco sono poca cosa rispetto ai gradini del payout.

Pos.Premio
1€24.395.14
2€17,603.18
3€12,702.20
4€9,165.72
5€6,613.84
6€4,772.46
7€3,443.74
8€2,484.96
9€1,793.12

Un call preflop standard

Da cutoff ‘KingMAvE911’ apre x2,1 KK. Immediatamente alla sua sinistra ‘maxdumbo’ chiama con 5 5.

L’azione è standard da parte di entrambi i giocatori. ‘KingMAvE911’ apre dimensionando come ha sempre fatto: se utilizzasse una size diversa dal solito con coppia di re, potrebbe rendere la sua mano di facile lettura agli avversari.

Con la sua coppietta, dati gli stack, ‘maxdumbo’ ha invece tutte le odds del caso per chiamare in set-mining. Inoltre può godere del vantaggio posizionale nel postflop, dunque le sue possibilità di vincere la mano non dipendono esclusivamente da eventuali set floppati.

Il raise flop confonde le acque

Scende un flop 10QJ, ‘KingMAvE911’ va in continuation bet 1.350.000, ‘maxdumbo’ rilancia a 3,3M, chiama ‘KingMAvE911’.

Da parte di ‘KingMaVE911’ la continuation bet è standard. La size adottata è di un terzo del pot, quindi tende a minimizzare la fold equity dell’avversario. In pratica ‘KingMAvE911’ spera che ‘maxdumbo’ chiami con un punto peggiore del suo, a fronte dell’investimento esiguo richiesto dalla dimensione della continuation bet.

Invece di limitarsi al call, però, ‘maxdumbo’ rilancia per quasi 2,5 l’importo della continuation bet di ‘KingMAvE911’.

Con questa azione aggressiva il player vuole prendere in mano l’inerzia dell’azione, sfruttando appunto il vantaggio posizionale di cui dispone per incassare il piatto in bluff.

Il range del raise flop

Su un flop così carico di progetti, il range con cui ‘maxdumbo’ rilancia può essere veramente ampio. Fondamentalmente può essere composto da tre tipi di diversi di mani.

Alla prima famiglia appartengono i punti chiusi di estremo valore come doppie coppie e scale, che rilanciano per protezione. Dal punto di vista dei set, al più ‘maxdumbo’ potrebbe avere quello di dieci, dato che verosimilmente con coppia di jack o di donne in mano avrebbe tribettato preflop.

Alla seconda famiglia appartengono i punti chiusi non di estremo valore ma che hanno anche un progetto, ossia mani con una coppia come KT-KJ-KQ-J9-T9-Q9 ed eventuali altre combo suited a picche con la Q.

Infine ‘maxdumbo’ potrebbe rilanciare in semibluff tutti quei progetti di scala e/o colore che non hanno legato al flop.

Una second barrel che trasuda valore

Dopo il call di ‘KingMAvE911’ sul rilancio flop di ‘maxdumbo’, al turn arriva un 3 che chiude i progetti di colore materializzati al flop.

Il chipleader del tavolo checka e sulla bet di halfpot dell’avversario folda la best hand.

La picche che scende al turn è una delle carte migliori del mazzo per ‘maxdumbo’, che dopo il check di ‘KingMAvE911’ punta la metà del piatto.

La size trasuda valore ed è perfettamente compatibile con il rilancio al flop del giocatore, che in pratica al turn non fa altro che continuare a raccontare in modo credibile la storia che aveva iniziano sulle prime tre carte comuni.

‘KingMAvE911’ gli crede e folda il punto migliore. Da notare che la dinamica della mano dal suo punto di vista potrebbe essere stata fortemente influenzata dalla presenza degli short stack al tavolo.

Secondo i dettami dello Independent Chip Model, infatti, cercare di bluffare il chipleader del tavolo quando sono presenti tanti stack più short non è propriamente l’ideale.

Le odds del call turn

Dopo la bet di ‘maxdumbo’, al turn ‘KingMAvE911’ deve decidere se chiamare 5,347M su un piatto di 10,695M.

Per pot odds il punto di pareggio del call è quindi:

5,347/(10,695+[5,347*2])=0,249=24,9%

Deve quindi essere buono leggermente meno di una volta su quattro (il 25% delle volte) affinchè il suo call presenti una aspettativa di vincita sul lungo periodo.

Ma l’evoluzione della mano evidentemente porta il player a credere che l’avversario abbia il punto vincente un numero di volte superiore al 75%, e così decide di mettere sotto la mano migliore.

Sarebbe stato interessante vedere cosa avrebbe fatto il player se avesse avuto un re di picche a blockerare eventuali progetti di colore, o se il board si fosse pairato lasciandogli qualche possibilità di trovare in ultima strada il full buono per battere l’ eventuale colore avversario.

Foldare per future game

A carte viste quello di ‘KingMAvE911’ potrebbe essere etichettato come un fold sbagliato. Ma bisogna ricordare che nel poker non si vedono le carte degli avversari e bisogna sempre ragionare per stime di range.

In questo caso ‘maxdumbo’ è riuscito a piazzare un bel bluff sfruttando il vantaggio posizionale di cui godeva e l’evoluzione del board, senza paura per i rischi del caso.

Dal canto suo ‘KingMAvE911’ ha preferito mollare subito il colpo senza “innamorarsi” della sua monster hand, come a volte succede in particolare ai giocatori alle prime armi. Da specialista navigato quale è, il player sapeva bene che chiamando non avrebbe fatto altro che infilarsi in una decisione ancora più difficile al river.

Nel suo fold, che potrebbe anche sembrare conservativo, ha molta voce in capitolo il future game. Mettendo sotto al turn la sua coppia di re, infatti, ‘KingMAvE911’ è rimasto con uno stack di oltre 104bb con cui avrebbe potuto trovare spot più facili e a valore atteso ancora più alto nel prosieguo della partita.

Vale la pena ricordare che i tornei di poker, più che una battaglia, sono una vera e propria guerra: importante non è vincere ogni singola mano in cui si entra, ma arrivare a essere l’ultimo sopravvissuto.

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