Saturday, 31st October 2026 03:31
Home / Analisi mano: come usare le implied odds per gestire il colpo

Riguardando le mani appena giocate nella classica sessione di cash game NL25 su PokerStars, ci siamo soffermati su una mano in particolare dove abbiamo fatto un call “fuori odds”, con esiti molto positivi.

Il segreto? Aver considerato le implied odds e altri fattori importanti, che hanno reso corretta questa azione che può sembrare sbagliata. Vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

Un 3-bettato in posizione

Come detto siamo al cash game NL25 online, da cutoff con uno stack di €38.

Spilliamo 10♠9♠ e decidiamo di rilanciare 60 cent. Small Blind (stack €42) tribetta a €2,75 e dopo il fold del Big Blind la parola torna a noi che decidiamo di chiamare.

Una mano come 10-9 suited non ha potenziale per una 4-bet perché non ha abbastanza valore né blocker per un buon bluff. La scelta è più o meno indifferente tra call e fold, ma essendo più deep decidiamo di chiamare in posizione per cercare un flop favorevole… cosa che puntualmente accade.

Flop pericoloso, con una via d’uscita

Il flop è A♣J♥8♦, perfetto per noi perché ci offre una bella bilaterale, ma ancora di più per il giocatore da SB che dopo aver 3-bettato ha sicuramente un numero maggiore di top pair, set e punti forti. Si dice che ha vantaggio di nuts.

L’avversario va in continuation bet per €1,80 su pot di €6,50. Una size bassa, che indica che probabilmente lo fa con tutto il suo range di 3-bet. È una buona scelta su un board del genere, perché se è vero che ha molte mani forti, ha anche un gran numero di mani con equity ma senza il punto (K-Q, K-T, Q-T…) o mani non abbastanza forti per andare allo showdown (J-T, 9-9, 7-7…).

Puntando con tutto bilancia mani forti e mani deboli, mettendo in difficoltà nostre mani come 9-9, Q-J e simili, e negando equity ai nostri Q-T, K-T eccetera, oltre a farci foldare tutte le mani che non hanno hittato.

Fortunatamente con il nostro progetto di scala bilaterale ci lascia tutte le odds possibili per chiamare. Rilanciare in questo scenario non ha senso da parte nostra, perché rischieremmo solo di ricevere delle 4-bet indesiderate. Meglio tenere il piatto basso.

Un turn fuori odds

Al turn esce un 4♠ e su un pot che ora ammonta a €10,10, l’avversario pensa qualche secondo e esce puntando €8.

Una bet così in questo caso è abbastanza polarizzante: ci aspettiamo di trovare alcune delle sue mani più forti, così come alcune di quelle più deboli ma probabilmente con un minimo di equity. Probabilmente l’avversario gioca così tutti i set, magari a eccezione di A-A perché con l’effetto blocker impedisce a noi di avere abbastanza top pair per chiamare.

Per lo stesso motivo potrebbe non giocare così A-J, ma forse A-K e A-Q. Aggiungiamo all’appello qualche bluff fatto con coppie di mano troppo basse e qualche draw di scala a incastro.

Ad ogni modo, le pot odds a nostra disposizione sono troppo basse per chiamare. Il calcolo rapido delle pot odds è semplicemente ammontare da chiamare diviso per il piatto totale che si verrebbe a formare: €8 diviso €26,10, più o meno 30% di equity per il call.

Il calcolo rapido dell’equity invece ci dice che abbiamo il 16% circa di possibilità di chiudere la scala (8 outs per 2%), molto meno di quanto necessario.

Qui entra in gioco il fattore implied odds, che ci dice che possiamo chiamare una puntata con un’equity inferiore alle pot odds, se poi riusciamo a riprendere il valore perso nelle street successive.

Spesso questo genere di ragionamenti viene fatto “a pelle”, perché la matematica è un po’ intricata, ma in review post sessione è una buona idea risolvere queste equazioni, per avere stime più corrette quando siamo in game, quindi procediamo!

La formula è identica a quella per le pot odds, ma con l’aggiunta di una variabile “x” che si aggiunge al piatto totale, mentre l’equity necessaria è già conosciuta, per noi 16%. In pratica è “Quanto dovrebbe essere il pot per far sì che l’equity sia 16%?”

[bet / (bet + pot + call + X)] = 16% è la formula che ci serve. X sarà il valore della puntata che dovremo vincere al river perché un call qui si riveli corretto.

Sistemando deriva [8 / (26,10 + X)] = 0,16. Risolvendo l’equazione risulta che dovremmo vincere una bet di almeno €23,9 per far sì che la nostra scelta sia corretta.

Al river ci troveremo con un piatto di €26,10 e uno stack di €26,45, praticamente dobbiamo andare all in in caso di una Q o un 7 che ci facciano chiudere scala.

In game lo abbiamo fatto senza pensarci troppo profondamente, e questo è un errore, ma ora a mente lucida dobbiamo tenere in considerazione ancora qualche fattore:

1. Ci saranno alcune volte in cui uscirà una Q e il nostro avversario avrà K-10s. Per fortuna sono solo 3 combo (perché il 10♠ lo abbiamo noi) e non sempre le giocherà in questa maniera, a partire dal re-raise al preflop.

2. Qual è il nostro range che gioca in questa maniera? Rispondere a questa domanda ci permetterà di sapere se effettivamente l’avversario potrà chiamare la nostra bet, e ci farà capire come comportarci se incredibilmente oppo checkerà al river.

Abbiamo sicuramente degli A-10, A-J e A-Q, alcuni J-X broadway, così come set qualche J-J che non sempre 4-betteremo preflop, e anche qualche A-A. 8-8 invece lo avremmo rilanciato su un flop così positivo per noi.

Insomma, 10-9 è una mano perfetta per andare all in in bluff su tutti i river che non hittiamo in caso di check di opponent, accompagnata dai push dei nostri set e delle two-pair per bilanciare. Checkeremo behind alcune top pair e le second pair.

Sembra una strategia piuttosto solida! Via con il call.

River “Jolly” e action strana

Il river è una Q♠, la carta che volevamo, anche se c’è sempre il rischio che l’avversario abbia un K-10. Come abbiamo detto è una situazione rara, ma sempre possibile. Dobbiamo semplicemente farcene una ragione.

Del resto, sicuramente non folderemo il second nuts davanti a una manciata di combo che ci battono, con tutte le mani che possono pagarci tutto il valore!

L’avversario punta €10… size che non ci aspettavamo! Ma poco importa, il nostro plan è già definito. All in di €26,45 totali e l’avversario chiama all’istante!

Allo showdown si presenta con A♥Q♥ e facciamo un fantastico double up!

Conclusioni

La prima lezione da imparare è che a volte la matematica è un po’ troppo complicata per applicarla in game in maniera precisa. Lo studio e la review servono anche a questo, a sviluppare una sensibilità maggiore per essere capaci di fare stime rapide e accurate mentre stiamo giocando.

Una delle cose principali che si possono imparare da questa analisi è che le implied odds possono essere una ottima risorsa, ma non devono essere la giustificazione a un desiderio di chiamare troppo allegramente.

Questo call “al limite” ha preso in considerazione molti aspetti, a partire dal fatto che il range dell’avversario permette di realizzare molto spesso la nostra equity quando chiudiamo scala, fino ai lati negativi e come bilanciare questa mossa considerando tutte le mani che abbiamo e che possono giocare così.

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