Tuesday, 16th July 2024 13:25
Home / L’angle shooting nel poker, spiegato con due mani incredibili

Il poker non manca di zone che potremmo definire grigie, ovvero situazioni in cui i regolamenti non sono sufficienti a dirimerle, perché ci sono di mezzo valutazioni soggettive. In queste situazioni, giocatori più furbi (o, in taluni casi, anche disonesti) possono provare a trarre un vantaggio. Proprio questi sono i contesti in cui si vedono i cosiddetti angle shooting, di cui l’EPT Barcellona 2009 e l’EPT Grand Final 2011 ci avevano regalato due esempi perfetti per offrirne una spiegazione.

ANGLE SHOOTING NEL POKER: DI COSA PARLIAMO

Il termine inglese, che letteralmente significa “tirare da un angolo”, ha una contestualizzazione molto precisa nel nostro gioco preferito. In sostanza, si tratta di tutta quella gamma di comportamenti non espressamente scritti nelle regole del poker, o comunque che configurano come tentativo di condotte ambigue, volte ad aggirare le regole o comunque a giocare volontariamente tra ciò che è lecito e ciò che non lo è.

Proprio per la particolare natura di questi comportamenti certo non etici, a volte si rivelano punibili e altre meno. Si va dal fingere di spingere le chips in mezzo per vedere la reazione dell’avversario, oppure nascondere una chip di alto valore in modo che l’avversario conti male il nostro stack, o ancora dichiarare un punto diverso sempre per vedere la reazione dell’avversario. In alcuni casi si viene puniti, in altri no. Vediamo due casi accaduti in altrettanti momenti importanti dello European Poker Tour di PokerStars.

EPISODIO #1: REINKEMEIER VS DE WOLFE

Siamo al day 3 dell’EPT Barcellona 2009, con circa 50 rimasti su un field di 428 parteipanti. Il tedesco Tobias Reinkemeier e l’inglese Roland De Wolfe si affrontano in guerra di bui, con il primo che rilancia e il secondo che chiama.

Sul flop 7 10 A Tobias fa check e poi completa il check-raise a 30.000, una volta che Roland ha puntato 11.000.

L’inglese chiama e sul turn scende un 9, sul quale Reinkemeier punta 30.000 e De Wolf fa call.

Sul river 4 Reinkemeier fa check e De Wolf punta 95.000.

A questo punto il tedesco fa call, ma nessuno dei due si decide a mostrare le carte. De Wolfe mostra un K dichiarando king high, ma Reinkemeier gli fa segno che non è buono. Allora l’inglese commette una imperdonabile ingenuità, buttando le sue carte nel muck. A questo punto Reinkemeier mostra festante le sue Q 6, reclamando il piatto. Accortosi della cosa, De Wolfe si lamenta provando a riprendere le sue carte, che sono sì facilmente riconoscibili ma era stato lui a “muckare“. Interviene il Tournament director Thomas Kremser, che in questo caso dà ragione al tedesco, mentre De Wolfe non si dà pace. Alla fine, però, nel torneo arriverà più in fondo lui (15° vs 30°).

EPISODIO #2: FREITEZ VS YANAYT

Per l’altro episodio ci spostiamo a Montecarlo, precisamente all’EPT Grand Final 2011. Quando sono rimasti in corsa 10 dei 686 iscritti, accade una mano davvero deplorevole tra il venezuelano Ivan Freitez e lo statunitense Eugene Yanayt. Quest’ultimo difende il suo big blind con K Q, sull’apertura a dello stesso Freitez da early position con 5 6.

Sul flop 5 3 K trovano entrambi qualcosa, ma Yanayt si consolida davanti con la sua top pair. L’americano fa check-call alla puntata da 200.000 del venezuelano.

Il turn 5 cambia tutto perché manda davanti Freitez e il suo trips. Yanayt non può saperlo Freitez lo nasconde bene facendo check dietro.

Il river è un 6 che completa il disastro, e Yanayt punta 275.000 su pot 665.000. A questo punto ci si attenderebbe il rilancio da parte di Freitez, che però fa una cosa molto strana. Dopo avere chiesto l’ammontare della bet, impila le sue fiches dichiarando “ok I raise”, salvo poi correggersi “sorry, I call”. Interviene il TD che è ancora una volta Thomas Kremser, il quale rivela di conoscere bene questa tecnica di Freitez per avergliela vista fare in precedenza, e come già accaduto lo costringe al mini-raise forzato. Contestualmente, Kremser avverte anche Yanayt sul pericolo, rivelandogli che Freitez lo fa quando ha una mano molto forte. Purtroppo per lui, Yanayt non ci crede fino in fondo e chiama sul rilancio obbligato di Freitez, il quale incassa il piatto nel disgusto generale.

Nel video qui sotto, potete apprezzare (si fa per dire) la condotta davvero disdicevole di Ivan Freitez

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