Ti sei mai trovato nella situazione di doverti arrendere dopo aver investito molto in una mano? Alcuni giocatori non riescono ad accettarlo e finiscono per perdere più di quanto dovrebbero.
Un esempio – per fortuna buono – arriva da questa mano giocata al Cash Game NL50 di PokerStars, in una situazione di 3-bettato SB contro BTN.
Size troppo elevate preflop?
Preflop foldano tutti fino al giocatore da BTN, che decide di aprire l’azione con un raise €1,50, ovvero 3 big blinds. Una volta questa era la size standard da ogni posizione, ma negli ultimi anni la tendenza è di rilanciare più piccolo.
Per approfittare di ciò, Hero decide di 3-bettare dallo Small Blind a €6, esattamente 4 volte il rilancio precedente. Tendenzialmente da SB si preferisce adottare una strategia 3-bet or fold, per compensare lo svantaggio posizionale, e per ottenere più fold si usano size un po’ più grandi.
In questo caso J♦10♦ è pienamente nel range di 3-bet, soprattutto contando che il BTN rilancerà molto spesso e tenderà a foldare più spesso alle 3-bet. Hero avrebbe potuto tranquillamente usare una size anche maggiore, ma se si aspetta un numero più o meno simile di fold allora 12bb va benissimo.
Call del BTN e si va al flop.
Combo-draw fuori posizione: costoso ma obbligato
Sul flop cadono tre carte praticamente perfette per Hero: Q♦8♥3♦ per un draw di colore e un gutshot, progetto di scala a incastro.
Parlando di range, Hero può rappresentare A-Q, Q-Q, 8-8 come parte di valore e molti draw. Quindi è un flop su cui può puntare molto spesso.
J♦10♦ nello specifico è una mano che va puntata praticamente sempre, con l’obiettivo di vincere il pot senza showdown, ma con la possibilità anche di ingrandire il piatto e vincere di più quando chiuderemo il progetto. Hero sceglie di puntare €6, praticamente mezzo pot.
Questo board è buono anche per Villain, che a sua volta può avere A-Q e 8-8, altri progetti di colore e progetti di scala che comunque Hero blockera, ma anche overcard o pocket pair.
Su un board di questo genere, rilanciare non ha molto senso. Giocando in posizione, Villain vorrà far continuare a puntare Hero, e infatti arriva il call.
Niente al turn, ma si continua a puntare
Il turn è un 4♠, un “brick“, come si suol dire, una carta che non aiuta in alcun modo i range dei due giocatori.
Il “problema” ora è che Hero deve decidere cosa fare con una mano dalla buona equity ma attualmente senza valore, fuori posizione e un piatto che comincia a diventare pesante in paragone agli stack effettivi.
Checkare non sembra la miglior opzione, perché rinuncia alla propria fold equity e mette Villain nelle condizioni di andare all in, e per chiamare Hero dovrebbe avere circa il 38% di equity. Quindi sarebbe costretto al fold.
Andare all in può anche essere ok, per proteggere l’equity da tutte le mani come A-J e simili, e perché ci sono ancora buone speranze di vittoria se Hero venisse chiamato da un Q-X.
Anche semplicemente puntare però può ottenere circa gli stessi risultati. Considerando stack e pot, l’idea sarebbe di usare una size piccola, ma giocando fuori posizione diventa una mossa rischiosa. Se pensiamo che nel range di Hero ci sono tutte le overpair, i set, top pair e flush draw nuts, si può alzare la posta.
Hero punta quindi poco più di mezzo piatto, €13,50 su €24,50.
Villain riflette e decide nuovamente di fare call. A questo punto il suo range è più incline a top pair e set, per quanto possa esserci ancora qualche draw e qualche mano di valore inferiore.
Il momento di arrendersi
Al river non si chiude nessun progetto, con la Q♣ che accoppia il board.
Hero sta valutando l’opzione di bluffare, ma in questo momento ha €24,50 effettivi di stack su un piatto a €51,50. Questo significa che Villain dovrebbe avere meno del 25% di equity per fare un call profittevole.
Su questo specifico runout sono davvero troppe le mani di Villain che possono fare un bluff catch, e per Hero la scelta più logica è semplicemente arrendersi. Purtroppo questa volta nessun cuori, nessun 9, e mezzo stack andato.
In particolare J♥10♥ blockera il range di flush draw dell’avversario, che è la maggior parte del range che andremmo a prendere di mira con un bluff. Per Hero sarebbe molto meglio pushare in bluff mani che non frenano progetti di colore e/o di scala, mentre questa li blockera entrambi.
Checka Hero e BTN decide di andare all in, una mossa lievemente polarizzante ma che in realtà ci si aspetta da gran parte del range. Un check behind può essere contemplato da mani come A♥9♥ e 9♣9♦, tutto il resto ha troppo valore o troppo poco.
Per Hero la scelta ormai è semplicissima, e le carte volano nel muck nell’arco di mezzo secondo.
Ricorda: non hai mai “investito troppo”
Alle volte nel poker bisogna anche sapere semplicemente quando arrendersi. Combattere per ogni piatto è molto onorevole, ma non la scelta più razionale.
Bisogna stare attenti a non farsi fregare dall’idea di essere troppo coinvolto nella mano. “Ormai mi sono giocato metà stack, ci provo fino alla fine”.
Il motivo per cui Hero si è effettivamente giocato metà stack per poi arrendersi, è che le situazioni erano adatte per queste mosse. Puntare di meno in qualsiasi street, tra preflop, flop e turn, avrebbe aumentato i rischi di raise da parte dell’avversario, e/o di call con un range più ampio.
Può venire il sospetto che puntando 40% del piatto invece di 50% avremmo avuto più possibilità al river, ma appunto, possibilmente avrebbe portato Villain ad andare all in e Hero a chiamare e rischiare tutto lo stack.
Anche se fossero state mosse sbagliate, comunque, questo fattore da solo non significa che dobbiamo agire per disperazione con un all in finale, riponendo la speranza in questa ultima possibilità.
Anzi, meglio risparmiare e farci colpire il meno possibile dai nostri errori, assicurandosi poi di rianalizzarli per non commetterli mai più.
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