Dopo una prima stagione che aveva palesato un ottimo riscontro in termini numerici in capo alle presenze e alla soddisfazione dei giocatori iscritti alle varie tappe, la season numero 2 dell’Italian Poker Tour, ricominciava all’inizio dell’estate del 2010, quando, per la prima volta, il tour italiano più gettonato dell’epoca, sconfinò nel territorio di San Marino.
Erano passati dunque tre mesi esatti dall’ultima tappa della stagione d’esordio, quella che incoronò a Nova Gorica Giuseppe Di Cicco, vincitore del torneo e Giannino Salvatore, numero uno della classifica generale e, dunque, trionfatore della Over All 2009/2010.
L’idea di PokerStars fu quella di allargare i confini del poker italiano uscendo dal Nord Italia, per abbracciare le esigenze di un pubblico più eterogeneo, che arrivasse anche dal centro e dal sud del nostro Paese, senza costringere ogni volta i giocatori a sobbarcarsi una trasferta dalle spese e dalle difficoltà piuttosto elevate.
Prima tappa, dunque, alle pendici del monte Titano, dove il primo riscontro fu, ancora una volta, piuttosto positivo.
Prima al Titano, il successo è di Gigetto
Se non conoscete Luigi “Gigetto” Pignataro le cose sono due: o non siete per nulla appassionati di poker, oppure non avete passato il periodo iniziale del poker nazionale, quello che, a partire dai primi anni del nuovo millennio, si fece strada tra le preferenze dei giocatori in termini di passioni da vivere durante il proprio tempo libero.
Pignataro è stato uno dei primi giocatori a emergere nei tornei giocati su un tavolo da poker e la sua longevità lo precede, visto che anche negli ultimi anni continua a mietere risultati e successi nelle arene live di tutta Europa.
Vi basti pensare che il giocatore romano sta per toccare il milione di dollari vinto in carriera secondo il sito di rilevamento Hendonmob e il 2024 si sta rivelando come uno degli anni migliori sella sua vita pokeristica.
Ma per parlare della sua vittoria ad un Italian Poker Tour, dobbiamo tornare al 2010, esattamente dal 17 al 21 giugno, al Centro Congressi del piccolo stato sanmarinese, dove si giocò la prima tappa della seconda stagione.
I numeri dell’IPT di San Marino
La vittoria del romano acquisì valore per via del numero dei partecipanti all’opening, il cui conteggio si fermò a quota 380 effettivi, i quali crearono un prize pool complessivo da €760.000, che al termine della registrazione tardiva fu suddiviso in 56 quote, la più piccola delle quali fu quantificata in €3.050.
Il Buy In fu fissato e confermato in €2.200, che gli iscritti investirono sotto forma di iscrizione diretta alle casse, oppure tramite satellite e i partecipanti al tavolo finale, misero le mani su un premio garantito da €15.000, fino ad una prima moneta di €190.000, che cadde nelle tasche di Pignataro senza chiudere nessun accordo con il secondo e il terzo classificato, Aldo Zambruno e Stefano Demontis.
Tra i giocatori più conosciuti, vogliamo ricordare i piazzamenti del compianto Gianni Giaroni, Max Forti, Alessandro Piersigilli detto il PizzoPazzo e Simone Ferretti, tutti classificatisi tra i giocatori eliminati subito dopo lo scoppio della bolla, o immediatamente a ridosso dei primi, per premi sotto i €4.000.
Salvatore Bonavena
Più vicini al tavolo finale, dovettero salutare la compagnia il passista Stefano Puccilli, Gianluca Speranza, Andrea Dato, Carla Solinas e Pier Palo Fabretti, oggi apprezzato commentatore delle dirette streaming dell’European Poker Tour, insieme a Giada Fang e Alberto Russo.
A 10 left si arresero anche Simone Ruggeri e Salvatore Bonavena, rispettivamente decimo e nono per un premio complessivo di €11.000.
Il tavolo finale dell’IPT San Marino con un solo straniero
Gli otto protagonisti che diedero vita al tavolo finale ufficiale dopo l’eliminazione di Mr. EPT Salvo Bonavena, battevano tutti bandiera italiana, escluso il greco Konstantinos Alexiou, che ebbe però vita breve, alla luce del suo ottavo posto da €15.000.
Intanto gli stack dei giocatori che avrebbero partecipato all’ultimissima fase del torneo, continuavano a salire in maniera che poi si rivelerà decisiva, ma servirono ben 11 ore di final table per stabilire il vincitore.
Questo lo stack dei giocatori che iniziarono il tavolo finale ufficiale:
| Nome | Importo |
|---|---|
| Attilio Donato | 1.697.000 |
| Alexiou Konstantinos | 1.545.000 |
| Stefano Demontis | 900.000 |
| Mauro Cracolici | 811.000 |
| Luigi Pignataro | 774.000 |
| Aldo Zambruno | 728.000 |
| Simone Folini | 625.000 |
| Giacomo Fundaro | 522.000 |
Il testa a testa conclusivo tra Pignataro e Zambruno
Al heads up finale si arrivò dopo l’eliminazione del sassarese Stefano Demontis, il quale si scontrò con gli assi di Ado Zambruno che partì in vantaggio nel testa a testa conclusivo con uno stack di 4,6 milioni in chips contro i 3 milioni del suo avversario.
Stefano Demontis
La battaglia in due è di quelle epiche, tanto che la durata del heads up è notevole, contrassegnata da una mezza dozzina di capovolgimenti di fronte e il responso finale che arriva quando Pignataro decide di mettere ai resti Zambruno con 8♠3♥ e quest’ultimo che snappa con A♥Q♣.
Il board finale, 3♠10♠Q♦8♥5♠, sorride a Pignataro, che può così mostrare soddisfatto il suo trofeo e incassare il premio.
Questo il payout conclusivo del final table:
| Posizione | Nome | Importo |
|---|---|---|
| 1° | Luigi Pignataro | 190.000 € |
| 2° | Aldo Zambruno | 116.000 € |
| 3° | Stefano Demontis | 74.000 € |
| 4° | Attilio Donato | 55.000 € |
| 5° | Giacomo Fundarò | 37.000 € |
| 6° | Simone Folini | 30.000 € |
| 7° | Mauro Cracolici | 22.000 € |
| 8° | Alexiou Konstantinos | 15.000 € |
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