La second e third barrel. Cosa sono e come giocarle
Significato di “second barrel” e “third barrel”
Il termine “barrel” è utilizzato per indicare una bet effettuata postflop. Così, quando un giocatore betta sul flop, si dice che ha effettuato una “first barrel”, e quando continua a puntare al turn ed al river, effettua una “second” ed una “third barrel”. Per sapere quanto “barrella” un avversario, possiamo guardare le statistiche di cbet flop, cbet turn e cbet river nel nostro HUD.
Barrellare per valore
Si tratta della situazione più ovvia: abbiamo una buona mano, e vogliamo estrarre valore. Questa è la tattica da utilizzare contro giocatori loose-passive, perché molto spesso continueranno a chiamarci, oppure contro avversari tight nel gioco preflop, che però pendono a sopravvalutare la propria mano nel postflop.
È, come al solito, molto importante tenere a mente le statistiche dell’avversario, anche quando abbiamo il nuts. Anzi, in quest’ultimo caso, dobbiamo tenere in particolare considerazione il fold to cbet del nostro avversario per cercare di massimizzare il profitto. Contro avversari che hanno un fold to cbet molto basso (i loose passive di cui abbiamo accennato sopra), dobbiamo ovviamente puntare tutte le nostre mani di valore per cercare di ingrandire il piatto quanto più è possibile; se invece la fold to cbet dell’avversario è alta e noi abbiamo una mano molto forte, allora checkare per nascondere la forza della nostra mano è la scelta migliore.
Barrellare in bluff
Si tratta della situazione opposta: vogliamo puntare per far foldare il nostro avversario, senza aver legato nulla. Sono molto gli aspetti da tenere in considerazione, ma la cosa sicuramente più importante è la tendenza dell’avversario. Nella fattispecie:
– non bluffiamo le calling station
– utilizziamo tutte le statistiche che possono aiutarci a decidere (fold to cbet, fold to turn cbet, went to showdown)
– scegliamo situazioni in cui il nostro bluff è credibile
– scegliamo situazioni in cui il nostro avversario dovrà prendere una decisione difficile (ad esempio i board molto coordinati)
– bluffiamo se abbiamo un’immagine tight
– prendiamo note sui giocatori contro i quali possiamo bluffare più profittevolmente
– cerchiamo di capire come siamo visti dall’avversario (per esempio, se lo abbiamo scoppiato e pensiamo che possa essere in tilt contro di noi, evitiamo di bluffarlo)
– cerchiamo di mantenere un bilancio tra bet per valore e bet in bluff, in modo da non essere exploitabili
– valutiamo ad ogni strada se è conveniente continuare a puntare o se è meglio arrenderci.
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