Un circuito che è sopravvissuto alle intemperie del tempo, in questo caso “anagrafico”, ne dovrebbe aver visto di cotte e di crude durante la sua lunga e particolare storia e quello targato PokerStars, l’European Poker Tour, non fa certamente da eccezione che conferma la regola, anzi!
Tra le curiosità che meglio si sposano con l’interesse dei nostri lettori e soprattutto dei nostri giocatori, vi è la durata di determinate porzioni di torneo, come ad esempio il momento dello scoppio della bolla, oppure del passaggio tra un gradino e un altro, oppure ancora del testa a testa conclusivo.
Proprio di quest’ultima fattispecie ci occupiamo oggi, del Heads Up, che talvolta si risolve in poche mani, addirittura una sola, altre dura un tempo che definire biblico è quasi un eufemismo.
Copenaghen, freddo glaciale
Una delle tappe più attese degli EPT di quegli anni, era certamente quella di Copenaghen, la capitale della Danimarca che, se qualcuno di voi c’è stato lo potrà confermare, a fine gennaio, in quei giorni che in Italia chiamiamo “della Merla”, il freddo si sopporta a fatica.
Nella tappa del 2008, Copenaghen e la Scandinavia in generale, furono colpiti da una perturbazione che mise in ginocchio viabilità, trasporti aerei e vita quotidiana e quel torneo viene ricordato ancora oggi per le impressionanti vedute che potevano scorgersi dall’interno del Casinò
In quel periodo l’EPT si giocava insieme allo Scandinavian Poker Open, una kermesse pokeristica di grandissimo successo in quel di Copenaghen e Il direttore del torneo Thomas Kremser prese il microfono e spiegò le procedure a inizio Day 1A.
Otto livelli da 60 minuti da giocarsi nei due flight, il Day 1A e 1B, con una pausa di 15 minuti dopo ogni livello, e una pausa cena di 45 minuti dopo il completamento del livello 4.
Tra i tavoli più interessanti:
Tavolo 23: Juha Helppi, Anders Henriksson, Sander Lyloff, Johnny Lodden
Table 31: Mel Judah, Stig Top Rasmussen, Barny Boatman, Jeppe Nielsen e il padrone di casa Gus Hansen
Tavolo 35: Thierry van der Berg, Annette Obrestad, Dag Martin Mikkelsen, Andreas Hoivold
Annette Obrestad courtesy Neil Stoddart
Il day 2 con gli scandinavi protagonisti
I 170 giocatori che passarono al Day 2, misero in evidenza come parecchi di loro arrivavano proprio dalle gelide lande scandinave, tanto che tra i primi 10, solo uno non era di quella parti, Tommy Pavliek, qualificatosi online dal Canada.
Al casino Copenhagen, non fecero mancare la loro presenza 460 giocatori complessivi, che decisero di investire, chi direttamente e chi tramite satelliti, un costo di iscrizione pari a 47.750 kr, le corone danesi, per un prize pool che raggiunse quota $4.152.501, quota che fu poi suddivisa in 40 segmenti.
Il più piccolo di esse riguardava i primi 8 eliminato subito dopo lo scoppio della bolla, per $12.457, ma tutti speravano di conquistare un primo premio di 1,22 milioni di dollari, quello riservato al vincitore.
Tra i giocatori italiani andarono a premio Gino Alacqua e Luca Pagano, rispettivamente 19° per $22.839 e 27° per $16.610.
Luca Pagano
I migliori
Tra i giocatori che tagliarono il traguardo, Peter Eastgate, che non sapeva ancora che poi sarebbe diventato campione del mondo, Rolf Slotboom, che all’epoca era fortissimo anche a livello mediatico e di divulgazione del gioco del poker e infine Jan Sorensen, che ha vinto oltre 2,2 milioni nei tornei live.
Al tavolo finale la situazione si presentava come state per vedere, con il canadese Timothy Vance assoluto chipleader a quota 1,41 milioni e il più diretto, si fa per dire, inseguitore, a 790.000.
| Giocatore | Stack |
|---|---|
| Rasmus Hede Nielsen | 789,000 |
| Tim Vance | 1,408,000 |
| Daniel Ryan | 557,000 |
| Patrick Andersson | 283,000 |
| Simon Dorslund | 267,000 |
| Nicolas Dervaux | 336,000 |
| Soren Jensen | 500,000 |
| Magnus Hansen | 458,000 |
Poteva sembrare una vittoria facile per il giocatore statunitense, ma dopo una giornata tutto sommato rapida, con frequenti eliminazioni, il testa a testa conclusivo diventava una sorta di litania infinita e tortuosa.
Dopo l’eliminazione Magnus Hansen in terza posizione, il testa a testa finale cominciava nella serata danese con questa situazione, ma nessuno sapeva ancora ciò che i due avrebbero combinato.
| Giocatore | Chipcount |
|---|---|
| Soren Jensen | 2,490,000 |
| Tim Vance | 2,108,000 |
Heads Up estenuante
Pensate solo che ad un certo punto sono stati giocati qualcosa come 7 walk consecutivi. Non avete letto male, in ben sette occasioni, una dietro l’altra, lo Small Blind ha sempre foldato!
L’heads durò qualcosa come quasi quattro ore di gioco e quel heads up lo si ricorda ancora oggi come il più noioso della storia degli European Poker Tour.
Nella mano finale i due le mettono tutte dentro su un board 2♣7♣8♠3♠4♠, che premia finalmente Vance con A♠10♠.
| Posizione | Provenienza | Giocatore | Premio in Corone Danesi e Dollari | |
|---|---|---|---|---|
| 1st | United States | Timothy Vance | DKr6,220,488 | $1,224,988 |
| 2nd | Denmark | Soren Jensen | DKr3,521,429 | $693,468 |
| 3rd | Denmark | Magnus Hansen | DKr2,045,381 | $402,793 |
| 4th | Denmark | Rasmus H Nielsen | DKr1,560,394 | $307,285 |
| 5th | United States | Daniel Ryan | DKr1,560,394 | $307,285 |
| 6th | France | Nicolas Dervaux | DKr1,012,147 | $199,320 |
| 7th | Denmark | Simon Dorsland | DKr801,283 | $157,795 |
| 8th | Sweden | Patrik Andersson | DKr569,333 | $112,118 |
| 9th | Sweden | Johan Lund | DKr347,926 | $68,516 |
| 10th | Norway | Jarle Aasen | DKr347,926 | $68,516 |
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