Dopo quello che vide protagonisti Zaffagnini ed Eychenne, rispettivamente terzo e primo a fine torneo, torniamo ad analizzare uno spot del tavolo finale del PokerStars Main Event EPT di Barcellona 2025.
Fu un contesto in cui le mani dalle quali si possono trarre insegnamenti e/o spunti di carattere tecnico, non furono poche e oggi ci occupiamo di una situazione particolare le cui posizioni originano molto spesso piatti che poi diventano dirimenti in ordine al risultato finale dell’evento, soprattutto quando si è vicini alla sua conclusione.
Tavolo finale, 5 left
Esattamente come la mano tra Zaffagnini e l’ormai prossimo campione EPT, si gioca short handed a 5 left dopo l’eliminazione del primo giocatore che partecipò al final table a 6, Suarez.
Il buio durante il quale si è giocata la mano di cui all’oggetto, è però il successivo, il numero 34, Small Blind 150.000 / Big Blind 300.000 / BB Ante 300.000.
Dopo un fold generale, Eychenne apre da Piccolo Buio a 1,2 milioni, che è un x4 e che, in dinamiche di questo tipo, può dare l’impressione di essere molto lungo.
In realtà, soprattutto in un contesto online, si tende ad aumentare la size di rilancio standard, in Open Raise in blind versus blind. Forse qui Eychenne esagera un attimino, un rilancio per 4 per ammazzare le odds di call del suo avversario, appare discretamente lungo, ma non è una size da condannare a priori, anche perché entrano in gioco dinamiche di history e metagame che non possiamo conoscere.
La mano con cui apre il francese è 5♥4♣ e sul Grande Buio gioca il rumeno Sebastian Ionita, che trova una mano di discreto valore in heads up, K♦4♦ e decide di callare.
Il tavolo finale courtesy Rational Intellectual Holdings Limited & Danny Maxwell
Flop bizzarro
Al flop casca uno dei board comuni più facili da indentificare, ma più difficile da interpretare, sia per i range che possono aver dato origine all’azione, sia per entrambe le mani oggettive dei due.
Eychenne e Ionita giocano rispettivamente con stack di inizio mano pari a 21,1 milioni e 10,5 milioni.
Su Q♣Q♦Q♥, la palla torna ad Eychenne, che si prende il suo tempo prima di effettuare la sua continuation bet a 1.300.000 su un piatto da 2,7 milioni, azione che origina la chiamata di Ionita.
Il rumeno è quindi avanti grazie al re, ma la sua mano non è affatto vicina al nuts. Tutti gli assi lo dominano e qualsiasi coppia in mano fdel suo avversario orma un full house: con 8-8, per esempio, il punto sarebbe Q-Q-Q-8-8.
Cinque-quattro offsuit è però una mano con scarso valore di showdown. Se Eychenne decidesse di checkare fino al river, avrebbe pochissime possibilità di vincere.
Trasformarla immediatamente in bluff ha quindi una logica: vuole far passare le numerose combinazioni basse che il big blind può aver difeso preflop e che non possono sostenere più strade di pressione.
Super Jolly al turn, ancora una donna
Visto che il poker è sempre e comunque un gioco quanto meno imprevedibile, al turn casca la carta più curiosa del mazzo, una nuova regina, la quarta che non era stata ancora girata dal dealer, Q♠.
Adesso la mano si fa veramente interessante, perché i due devono provare a rappresentare un asso in possesso che farebbe punto nuts: il problema è che l’asso non ce l’ha nessuno.
Sebastian Ionita Rational Intellectual Limited & Danny Maxwell
Il turn produce un effetto fondamentale: neutralizza tutte le coppie in mano. Sul flop una coppia come 8-8 formava un full house; dopo l’arrivo della quarta donna, quella stessa mano diventa semplicemente poker di donne con otto kicker.
Dopo essere stato chiamato al flop, Eychenne decide di non proseguire immediatamente con il bluff. È una scelta comprensibile.
il check dietro di Ionita è il passaggio più raffinato dell’intero spot: il rumeno ottiene tre vantaggi. Mantiene il piatto sotto controllo contro gli assi, protegge le mani con cui effettua check-back e, soprattutto, permette a Eychenne di bluffare al river.
River ininfluente, Ionita chiama e vince un piattone
Il 2♠ che scende al river non modifica in alcun modo la situazione che si era venuta a creare al turn.
Il piatto è di 5.300.000 ed Eychenne punta 3.500.000, circa il 66% del pot: è un bluff puro che mira a far foldare qualsiasi carta superiore al suo 5, visto che se avesse checkato si sarebbe consegnato al suo rivale che difficilmente, escludendo coppie dal 2 al 4, avrebbe potuto perdere questa mano.
Dal lato di Eychenne la linea bet al flop, check al turn e bet al river rappresenta in maniera credibile un asso. Eychenne può aver puntato al flop per valore, controllato il turn con il nuts per lasciare dentro tutti i kicker inferiori e infine estratto valore al river dopo il check back di Ionita.
Rischiando 3.500.000 per vincere il piatto da 5.300.000, il bluff deve riuscire:
3.500.000 / 8.800.000 = 39,8% delle volte.
Lato Ionita, il rumeno deve chiamare 3.500.000 per concorrere a un piatto finale da 12.300.000. Gli serve quindi vincere almeno nel:
3.500.000 / 12.300.000 = 28,5% dei casi
Tank esagerato?
Il re è uno dei kicker migliori possibili. Ionita perde soltanto contro gli assi, batte tutti i bluff con kicker inferiore e divide contro gli altri re.
Il tank di circa tre minuti è comprensibile per la posta in gioco, ma il call rimane tecnicamente corretto. Ionita deve stabilire se Eychenne possieda abbastanza bluff dopo aver puntato flop e checkato turn.
Contro un giocatore aggressivo e capace di trasformare 5-4 in bluff, il re è semplicemente troppo forte per essere abbandonato.
Soltanto contro un avversario estremamente passivo, incapace di puntare river senza un asso, il fold potrebbe diventare un’opzione exploitativa. Eychenne non appartiene evidentemente a quella categoria.
L’analisi finale della mano
Il call di Ionita è la scelta corretta. Con il re possiede una delle migliori mani del proprio range, perde soltanto dagli assi e può battere tutti i bluff.
Il rumeno non si limita a “indovinare”: costruisce il call attraverso il flop e soprattutto attraverso il check-back al turn, con il quale induce esattamente l’azione che Eychenne compie al river.
Il bluff di Eychenne non è una spewata e non va giudicato in base al risultato.
È una giocata coraggiosa, tecnicamente motivata e realizzata con una mano adattata.
Ionita, però, arriva al river con un bluff-catcher troppo forte e completa perfettamente il piano preparato attraverso le strade precedenti.
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