Saturday, 18th July 2026 02:03
Home / Doug Polk, il campione che buca il video

Oggi, molti di voi ne apprezzano i video ficcanti, le opinioni mai banali e, in generale, una competenza sempre estrema sul gioco del poker, nonostante si sia di fatto ritirato dalle scene nel 2018. Oggi approfondiamo una sorta di leggenda vivente, Doug Polk.

Doug Polk, come nasce la leggenda di “WCGRider”

Nato a Pasadena, in California, nel 1988, Douglas K. Polk cresce imparando gli scacchi dall’età di cinque anni, grazie al padre. Ciò, ovviamente, aiuta il giovane Doug a sviluppare il proprio talento per i giochi di strategia. Qualche anno più avanti, dopo che la famiglia si era trasferita in North Carolina, dove si diploma alla Wakefield High School. Durante il periodo alla Wakefield, intorno ai 15 anni Doug Polk si appassiona a videogiochi di strategia come Warcraft 3, del quale diventa un feroce competitor, disputando molti tornei della World Cyber Games dove è noto come “T-Rider“.

In seguito, appena maggiorenne, apre un account su PokerStars dove sceglie lo screenname “WCGRider“. Se stavate cercando di capire le origini di quel nickname che lo avrebbe reso famoso, eccovela servita.

I primi tempi difficili e la svolta heads up

Tuttavia, WCGRider non sfonda da subito nel mondo del cash game online. Nei primi anni vivacchia ai microstake, attraversando momenti bui. Addirittura, nel 2007 pubblica un post sul popolare forum TwoPlusTwo, dal titolo “Reaching the end of my rope”. L’espressione significa più o meno “Non ce la faccio più”, “sto arrivando allo stremo”, e sembrava uno dei tanti ragazzi un po’ tiltati che non riescono a risollevarsi da un periodo di bad run. Nel 2011 arriva la svolta. Stanco per essere ancora una volta quasi broke, decide di lasciare i tavoli 6-max per focalizzarsi sull’heads up.

Quello del testa a testa si rivelerà il suo habitat ideale, dove scalerà dal basso fino ai più alti livelli del cash game online.

Le sfide online e le vittorie live

“WCGRider” inizia a essere uno dei nick più seguiti dagli appassionati e a lui la personalità non manca di certo. Il suo account Twitter, che ancora non si chiamava “X”, diviene in breve tra i più seguiti, perché Doug Polk ne ha praticamente per tutti e alla gente piace vedere i “flame”.

Nel frattempo, batte Ben Sulsky in una sfida heads up di cash game online sulla distanza delle 15mila mani. Già al tempo, “Sauce123” era considerato uno dei più forti in assoluto nella specialità, ma “WCGRider” esce vincente per 740.000$ di profitto, più un bonus di altri 100.000$. Per Polk è la consacrazione: Polk diventa probabilmente il più forte headsuppista del pianeta.

Pur non essendo un torneista, Doug Polk riesce a emergere anche lì, vincendo tre braccialetti da campione del mondo tra il 2014 e il 2017. L’ultimo arriverà dal 111.111$ High Roller For One Drop, che gli porta anche un pazzesco premio da 3.686.865$.

Il ritiro improvviso nel 2018

Doug Polk è ormai una stella di prima grandezza e nel 2015 ha anche fondato una sua scuola, Upswing Poker, insieme al collega e amico Ryan Fee. Sembra l’inizio di un dominio, o comunque di una lunga militanza, e invece nel 2018 arriva il colpo di scena: alla vigilia del suo trentesimo compleanno, Doug Polk annuncia il suo ritiro dalle scene come poker pro. Nelle sue intenzioni, avrebbe continuato a curarsi della sua scuola e si avrebbe continuato a creare contenuti in qualche modo “poker related”.

Doug Polk diventa il primo influencer moderno del poker

Non lo sapevamo ancora, ma Doug Polk si avviava a diventare il primo moderno content creator del poker. Dai social al suo canale YouTube, Doug Polk inizia a produrre video sempre molto seguiti, ma non solo sul poker: Doug è capace di dare il suo “take”, la sua opinione, sui temi più disparati, compresa la politica o delicate questioni sociali. Doug Polk diventa un influencer vero e proprio, uno con un grande fiuto che è capace di tuffarsi su qualsiasi argomento faccia discutere la gente, tra cui ad esempio la famosa mano di J4 tra Garrett Adelstein e Robbi Jade Lew.

La sfida (vinta) con Daniel Negreanu

Per rimanere comunque centrale nel mondo del poker, Polk non può stare troppo lontano dal gioco. Nel 2020, rimane nella storia la sua sfida a Daniel Negreanu, con il quale era arrivato ai ferri corti per diverse questioni, sia di gioco che di “politica pokeristica”.

La sfida era programmata sul livello di blinds 200$/400$ e doveva constare in 25.000 mani, le prime 200 delle quali da giocare live, il resto online.

Il risultato? Daniel Negreanu si ritira dopo 7.250 mani, con Doug Polk avanti per oltre mezzo milione di dollari.

Cosa fa oggi Doug Polk

Seppur “pensionato” da otto anni, potete trovare Doug Polk ancora attivissimo nel mondo del poker, soprattutto con i suoi contenuti video, postati con una certa regolarità e sempre con tantissime visualizzazioni. Del resto, parliamo di un ragazzo che ha sempre avuto un grosso talento, oltre che per il gioco in sé, anche per i tempi televisivi: sa parlare, sa porsi bene in video e conosce tutti i segreti per tenera alta l’attenzione del pubblico.

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