Se vogliamo trovare una variante che in Italia si gioca maggiormente, ed escludere dalla categoria il Pot Limit Omaha, probabilmente quella che ha preso maggiormente piede nel nostro Paese è Omaha Hi-Lo, specialità che troverete anche su PokerStars, sia nella sezione tornei che in quella cash game.
Non sono in pochi a puntare il dito contro un gioco così bello ritenendolo facilmente risolvibile per via del fatto che, se tra le quattro carte private che vengono distribuite ad ognuno dei giocatori, figurano contemporaneamente un Asso e un 2, allora, in qualsiasi caso, sei spesso qualificato per il low e, caschi il mondo, può succedere qualsiasi cosa pre flop, che tu quella mano la giocherai.
E’ una concezione un po’ datata e soprattutto distorta di questo gioco, il più delle volte concettualmente applicabile, certo, ma non per questo ascrivibile ai rocciosi paradigmi che ci faranno vincere a questo gioco.
Le regole di Omaha Hi/Lo
L’Omaha Hi-Lo è una variante nella quale comprendere il valore assoluto della propria mano non è sufficiente.
Ogni decisione deve tenere conto della possibilità di vincere la parte alta del piatto, quella bassa oppure, nel migliore dei casi, entrambe. È proprio questa doppia dimensione a rendere il gioco più complesso dell’Omaha tradizionale e molto diverso dal Texas Hold’em.
Conosciuto anche come Omaha Eight or Better, Omaha 8 o semplicemente O8, continua a occupare uno spazio importante nei tornei di mixed games.
Ogni giocatore riceve quattro carte personali, tutte coperte. Il board è composto, come nel Texas Hold’em, da cinque carte comuni distribuite attraverso flop, turn e river.
La regola fondamentale dell’Omaha non cambia: per costruire la propria combinazione finale bisogna utilizzare esattamente due carte personali e tre carte del board. Non se ne può usare una sola, non se ne possono usare tre e non è possibile giocare soltanto il board.
Nell’Omaha Hi-Lo, però, il piatto viene normalmente diviso in due parti uguali. Una metà viene assegnata alla migliore combinazione high, valutata secondo la tradizionale classifica delle mani, come se steste giocando a Pot Limit Omaha, mentre l’altra spetta alla migliore combinazione low qualificata.
Per costruire high e low si possono utilizzare coppie differenti di carte personali. Un giocatore può quindi usare due hole card per la parte alta e altre due per quella bassa, sempre combinandole con tre carte del board, oppure ancora una sola utilizzata per la parte alta e un’altra al di fuori di questo scopo.
Omaha Hi-Lo. Non si gioca solo per la parte alta del piatto!
Mai sopra l’otto!
Se nella vostra carriera di giocatori, magari molto spesso di Texas Hold’Em, avete letto un report sui maggiori portali del settore in cui si parlava di Omaha Hi-Lo 8 or Better, con ogni probabilità vi sarete chiesti che significato possa avere quel numero 8.
Ecco, nella porzione di piatto “Low”, quindi bassa, dovrete presentarvi con una combinazione che non superi il valore della carta 8, per cui, se riuscite a formare 5 carte da 8 in giù, siete qualificati per partecipare alla parte low, sarà poi lo showdown a stabilire chi avrà la combinazione migliore, quindi quella bassa.
Va da sè che per poter formare una combinazione low, sul board devono comparire almeno tre carte diverse dal valore 8 o inferiore: Su un board come K-J-10-7-4 nessun giocatore può formare un low, perché tra le carte comuni sono presenti soltanto due valori bassi utilizzabili. In questo caso l’intero piatto viene assegnato alla migliore mano high.
La migliore mano bassa possibile è quindi: A-2-3-4-5
Questa combinazione viene chiamata comunemente wheel ed è un termine utilizzato anche per indicare una scala bassa a Texas Hold’Em. Una mano come A-2-3-4-6 perde contro A-2-3-4-5, mentre 7-5-4-3-2 batte 7-6-3-2-A. Per confrontare due low si parte dalla carta più alta e si procede verso il basso: vince la mano che presenta il valore inferiore nel primo punto di differenza, esattamente come avevamo visto per il pezzo di strategia su un altro gioco low, il razz.
Scoop la gioia massima, quartering solo parziale
Lo scoop è quella dinamica che porta i giocatori a poter portare a casa entrambe le parti del piatto, sia quella alta che quella bassa: non è un avvenimento estremamente frequente, ma non è nemmeno rarissimo.
Molto più frequente è invece quella evenienza in cui non può essere qualificata nessuna mano low, lo abbiamo visto prima quando siamo alle prese da almeno tre carte sopra l’8 tra quelle comuni.
Courtesy PokerStars
Supponiamo che due giocatori abbiano lo stesso nut low, ma che soltanto uno di loro possieda la migliore mano high. Il vincitore dell’high riceverà metà del piatto più metà della parte low, quindi tre quarti del totale. L’altro giocatore incasserà soltanto un quarto.
Questo fenomeno viene chiamato quartering ed è uno dei motivi per i quali il naked nut low, cioè un punto basso senza alcuna possibilità competitiva per l’high, deve essere trattato con grande prudenza, ed è lo stesso motivo per il quale, all’inizio di questo pezzo, vi abbiamo scritto che A2 in mano non è sempre sinonimo di certezza di portare a casa un bel piatto. Anzi è un’arma a doppio taglio!
L’importanza della combinazione A-2
La presenza di A-2 tra le carte private, rimane estremamente importante, ma non trasforma automaticamente una mano in una starting hand premium.
A-2-9-9 rainbow, per esempio, possiede un buon potenziale low ma una struttura complessiva poco coordinata: la coppia di nove raramente realizza un high dominante, non ci sono colori nut e manca una carta bassa di protezione.
Diversa e terribilmente potente, è una combinazione che mette insieme tre carte Low con l’asso compreso e un’altra carte di valore alto, come il Kappa. Ad esempio A-2-3-K, magari con quattro carte dello stesso seme a coppie ( per capirci, a due a due ), ci darà una mano di partenza con la quale difficilmente potremo foldare pre-flop. Il classico esempio è A♦2♦3♠K♠.
La strategia moderna
Un modello di strategia moderna, premia quindi tre caratteristiche fndamentali: carte basse collegate, assi suited e presenza di componenti high realmente forti. Una mano come A[c]A[h]2[h]3[c], per cui double-suited rappresenta il prototipo ideale perché può realizzare set superiore, colori nut, nut low e numerosi redraw.
Bisogna invece ridimensionare le mani composte da quattro carte basse ma prive di assi, oppure quelle costruite esclusivamente per l’high. K-Q-J-T double-suited è una splendida mano nell’Omaha high-only, ma nell’Hi-Lo rischia di competere soltanto per metà del piatto ogni volta che il board permette la formazione di un low.
Nel poker moderno si parla spesso di range advantage, nut advantage ed equity distribuita. La difficoltà dell’Omaha Hi-Lo in relazione a questi concetti, fa capo all’applicazione contemporanea alle due metà del piatto.
Su un flop A-2-7, per esempio, non basta possedere una coppia d’assi o un buon progetto low. Bisogna capire quali combinazioni nut sono presenti nel proprio range e in quello avversario, quali redraw possono svilupparsi e quante carte future potrebbero modificare completamente la situazione.
La continuation bet automatica perde quindi valore, soprattutto nei piatti multiway. Quando il flop non si collega alla propria mano, continuare soltanto perché si è rilanciato preflop porta a investire chips contro range che contengono numerose combinazioni forti. La disciplina nel fold rimane essenziale: se una mano non hitta il board e non possiede redraw credibili, inseguire runner-runner improbabili è quasi sempre un errore.
L’arte del bluff sopravvalutata
L’Omaha Hi-Lo non elimina il bluff, ma lo rende più complicato. Quando il board offre un low, un avversario può chiamare perché compete per la parte bassa anche se ritiene di essere battuto per l’high. Nei piatti multiway, inoltre, aumenta la probabilità che almeno un giocatore possieda una combinazione sufficientemente forte per continuare.
Il bluff moderno deve quindi raccontare una storia molto precisa, esattamente come è successo con il Texas Hold’Em. Funziona meglio nei piatti heads-up, in posizione e sui runout nei quali il range aggressore contiene più combinazioni nut rispetto a quello del chiamante.
Molto spesso il semibluff ha un valore superiore al bluff puro. Una mano con nut-low draw, progetto di colore nut e gutshot può puntare non perché sia già avanti, ma perché possiede fold equity e numerose possibilità di miglioramento.
L’errore più grande se si gioca per valore: inseguire solo metà piatto
Il difetto più comune dei principianti è innamorarsi del nut low. Vedere A-2 tra le proprie carte produce una falsa sensazione di sicurezza, ma il valore della mano dipende dal resto della struttura.
L’Omaha Hi-Lo moderno non premia chi colleziona mezzi piatti. Premia chi entra con mani coordinate, costruisce range capaci di competere in entrambe le direzioni e riconosce in anticipo il rischio di essere quarterato.
Il passaggio decisivo consiste nello smettere di chiedersi semplicemente: “Posso vincere il low?”. La domanda corretta è: quante possibilità ho di vincere l’intero piatto e che cosa accade quando il mio progetto principale viene condiviso o superato?
È qui che l’Omaha Hi-Lo smette di essere una variante nella quale aspettare A-2 e diventa un gioco moderno di range, redraw, nut advantage e pressione strategica.
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