Correva l’anno 2008, addì 11 marzo, quando lo start della tappa polacca dell’European Poker Tour targato PokerStars, fu dato attraverso lo shuffle up and deal del Direttore del Torneo Thomas Kremser, per un Main Event che si giocò fino al successivo 15 marzo.
Fu una sosta non esattamente eccezionale, se vogliamo fare riferimento al mero numero degli iscritti, ma la realtà è che si sapeva che Varsavia sarebbe stata leggermente sotto tono rispetto alle ultime giocate e da giocare durante la seconda parte della season 4.
Andiamo a vedere nel dettaglio quello che successe in quei 5 giorni di poker ai massimi livelli.
Varsavia 2008, qualità tascabile
Subito dopo quell’evento rimase una sorta di amaro in bocca, proprio per il numero di iscritti che non aveva tenuto la media degli eventi precedenti e, ma questo lo avremmo scoperto con il senno di poi, tanto meno di quelle future.
A quel momento della stagione, mancavano ancora due tappe, quella di Sanremo, che si sarebbe rivelata un successo clamoroso con 701 iscritti e quella di Montecarlo, facente capo al solito Grand Final, che il 12 aprile vide trionfare Glen Chorny che emerse su un field complessivo di 842 giocatori.
La location scelta fu la stessa dell’anno precedente, quando Peter Willer Jepsen, mise le mani su una vittoria da $415.679, mettendo cn le spalle al muro un field complessivo di 284 iscritti.
L’anno successivo andò leggermente meglio, con 359 players iscritti che crearono un montepremi superiore ai 3 milioni di dollari, 3.087.402, che veniva calcolato con la moneta locale, gli Zloty polacchi, pari a 7.180.000.
Furono i primi 32 a spartirsi la polpetta e, tra di loro, arrivarono fior fior di giocatori.
Van Den Berg al traguardo, tre italiani ITM
Tra i notables, chiuse a premio l’olandese Thyerry van den Berg, in quel momento una macchina da guerra se parliamo di ITM agli European Poker, 29° per $12.350, mentre qualche gradino più su abbandonarono la disputa Andy Black, 24° per $18.524, Sebastian Ruthenberg, 13° per $33.961 e il francese Jean-Claude Perrot, 11° per $43.224.
Andy Black
In quell’occasione chiusero in the money tre giocatori italiani, tra i quali emerse l’ottimo Antonio Battisti, che si fermò a pochi step dal Final Table, 12° per $43.224.
Scendendo nel count Piero D’Ancona 21° per $18.524 e Giuseppe Caciolo, primo ad uscire dopo lo scoppio della bolla, 32° per $12.350.
Questo fu lo schieramento del tavolo finale al Day 5:
| Posto | Giocatore | Chipcount |
|---|---|---|
| 1 | Trond Erik Eidsvig | 220.000 |
| 2 | Christian Öman | 110.000 |
| 3 | Mehdi Ouakhir | 360.000 |
| 4 | Niclas Svensson | 174.000 |
| 5 | Daniel Woolson | 164.000 |
| 6 | Juan Maceiras | 437.000 |
| 7 | Michael Schulze | 1.162.000 |
| 8 | Ricardo Sousa | 756.000 |
| 9 | Mathias Viberg | 229.000 |
Tavolo finale dominato
I bui ripresero al Final Day dal livello 4.000/8.000, con circa 50 minuti rimasti sul clock, per cui, dando uno sguardo ai Big Blind in possesso dei 9 players left, si preannunciava una lunghissima giornata di poker.
Non fu estenuante come quella della tappa precedente di Copenhagen, ma il tempo fu congruo per assistere all’eliminazione di Daniel Woolson e Trond Eidsvig che si arresero prima della pausa, per poi essere seguiti molto presto da Niclas Svensson e dallo spagnolo Juan Maceiras, uno dei giocatori che, negli anni, diventò un serio professionista di questo gioco.
Juan Maceiras Lapido
Alla pausa cena i 5 left ci andarono con una situazione di punteggio che vedeva ancora il tedesco Schulze capofila, che a quel punto continuava a macinare punti e gioco, eliminando prima lo svedese Oman, poi il francese Ouakhir e quindi l’altro svedese Mathias Viberg.
Heads Up senza storia? Niente affatto
Nonostante il tedesco avesse fato fino a quel punto strike di avversari, il testa a testa conclusivo iniziava con una situazione molto equilibrata in chips, ma Schulze pareva imbattibile e dilatava il suo vantaggio fino alla mano conclusiva, che lo vedeva rilanciare da Grande Buio a 500.000, sul limp di Suosa a 180.000, il quale, per tutta risposta, le metteva tutte per uno stack inferiore a quello del suo rivale, che chiamava per questo showdown:
- Ricardo Sousa 7♣7♠
- Michael Schulze A♠6♠
- Board: 5♥2♣4♦A♣2♦
Con questa mano, ancora una volta amica di Schulze, terminava il Main Event con la vittoria del tedesco per un primo premio di $926.220.
Da quel momento non si seppe più tanto di Michael Schulze il quale, dopo un paio di risultati di poco conto, non giocò più, almeno ufficialmente, a poker.
Questo il payout del torneo per i primi 10:
| Posizione | Provenienza | Giocatore | Premio |
|---|---|---|---|
| 1st | Germany | Michael Schulze | $926,220 |
| 2nd | Portugal | Ricardo Sousa | $524,858 |
| 3rd | Sweden | Mathias Viberg | $308,739 |
| 4th | France | Mehdi Ouakhir | $231,556 |
| 5th | Sweden | Christian Öman | $188,332 |
| 6th | Spain | Juan Maceiras | $148,196 |
| 7th | Sweden | Niclas Svensson | $117,322 |
| 8th | Norway | Trond Eidsvig | $86,448 |
| 9th | United States | Daniel Woolson | $52,486 |
| 10th | Denmark | Claus Nielsen | $52,486 |
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